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GRASSO vs RENZI/ Patto a tre per mandare in fumo le riforme

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Tra Forza Italia e il suo partito Renzi sembra propenso a prestare più attenzione ai mal di pancia democratici. La grinta con cui ha zittito il presidente del Senato Grasso, accusandolo di voler difende lo status quo, dimostra da sola quanto lui e i suoi temano l'aprirsi del fronte interno. Il documento dei sei senatori guidati da Francesco Russo che plaudono al richiamo di Grasso e fanno sapere che non saranno semplici esecutori di quanto deciso a Palazzo Chigi non è che l'aperitivo del Vietnam che attende le riforme in Senato. Grasso è stato chiaro, dicendo che potrebbero non esserci i numeri, spiegando di non stare dalla parte dei parrucconi.

Per Renzi, allora, imporre la sua linea al Pd diventa fondamentale. Venerdì scorso in direzione fra astenuti e contrari appena in venti non hanno approvato la sua relazione. E per chi osa mettersi di traverso è sempre pronto un richiamo brusco come quello che la vicesegretaria in pectore Debora Serracchiani ha riservato a Pietro Grasso: "Credo che, essendo stato eletto con il Pd, debba accettarne le condizioni". 

Potrebbe bastare a parlamentari terrorizzati dal ritorno alle urne e dal rinnovamento radicale che ne seguirebbe. Ma potrebbe anche non essere sufficiente, anche se al Senato quasi non esiste lo schermo del voto segreto. Certo, l'ex sindaco di Firenze si mostra convinto che un buon risultato alle europee (vicino al 30%, pronostica Delrio) finirà per azzerare il dissenso interno e dare più forza al suo tentativo. Bisognerà vedere, però, se a quel voto avrà la forza di resistere anche lo schema della doppia maggioranza, quella di governo e quella per le riforme.

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COMMENTI
31/03/2014 - il laudator temporis acti (umberto persegati)

L'uscita del Presidente del Senato Grasso non rispetta la posizione di super partes insita nella carica. Ha voglia il presidente a dichiarare ipocritamente che non è contrario al nuovo: di fatto è entrato a piedi pari a difesa dell'istituzione che presiede, con motivazioni care a tutti i parrucconi di questo Paese, compresa quella che il monocameralismo metterebbe in pericolo la democrazia. Da dove abbia tratto questa convinzione sarebbe necessari conoscere! E' ora di finirla con un apparato legislativo bicamerale, con le stesse funzioni e con duplicazione dell'apparato amministrativo servente: uno spreco di risorse enorme in un paese che non se lo può permettere, né in questa contingenza, né in futuro. Quali vantaggi tragga il cittadino da un procedimento legislativo duplicato non è dato di capire. I partiti condizionano, con le candidature e le liste bloccate, i parlamentari , e questi godono di un'autonomia ridotta, schermata dall'art. 67 della Cost.. Gli episodi delle leggi ad personam stanno a dimostrare che la duplicazione della procedura legislativa non è sufficiente ad arginare la forza politica che ha la maggioranza in Parlamento. Senatus delendo!

 
31/03/2014 - I Parruconi della Palude (Giovanni Menegatti)

I signori del Senato che vogliono impallinare Renzi, devono sapere che gli Italiani nella stragrande maggioranza non ne possono piu di questa Casta, che non vuole ridurre le spese e di conseguenza le tasse. Noi in Italia abbiamo il doppio dei parlamentari che anno negli Stati Uniti,i presidenti di Regione pagati piu di Obama, abbiamo la Presidenza della repubblica che ci costa come la Regina inglese, come possiamo permetterci tutto questo? Perche i nostri politici sono cosi Spudorati non pensano minimamente ai propri cittadini, che non ce la fanno ad andare avanti,a tutti i giovani disoccupati, che cercano disperatamente un posto di lavoro. A questo punto a noi del popolo se non vogliono la riduzione dei parlamentari, e tutte le riforme proposte dal presidente, non ci resta altro che intervenire con il voto per uscire dalla palude.