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ITALICUM/ Lauricella (Pd): attenti alla trappola di Berlusconi

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Silvio Berlusconi  Silvio Berlusconi

“Prendiamo atto con grave disappunto della difficoltà del Presidente del Consiglio di garantire il sostegno della sua maggioranza agli accordi pubblicamente realizzati. Come ulteriore atto di collaborazione, nell’interesse del Paese, manifestiamo la nostra disponibilità ad una soluzione ragionevole”. Con queste parole Silvio Berlusconi ha detto sì alla richiesta di Matteo Renzi di modificare la riforma della legge elettorale applicandola solo alla Camera dei deputati. Il Senato sarà infatti abolito attraverso un processo di riforma costituzionale. Per Giuseppe Lauricella, deputato del Pd che ha scritto uno dei due emendamenti, poi superato da quello di Alfredo D’Attorre, “è un passo avanti positivo verso un sistema governabile, anche se bisogna sempre stare attenti alle mosse di Berlusconi perché potrebbe esserci qualche sorpresa dietro l’angolo”.

 

Onorevole Lauricella, che cosa ne pensa del via libera di Berlusconi sulla legge elettorale?

E’ una vittoria della posizione che abbiamo assunto contro tutti i tentativi di ritirare emendamenti che riguardassero la modifica solo per la Camera. La posizione che ho assunto fin dal primo momento esce come qualcosa di condiviso. Ciò è importante perché in questo modo si incomincia un percorso verso un sistema che abbia una sua coerenza e che si basi su una sola Camera.

 

Berlusconi ha paura di andare alle urne?

Può darsi che a questo punto Berlusconi si senta impreparato per il voto, oppure che abbia capito che da parte del Pd non c’è alcuna volontà di votare una nuova legge elettorale che comprenda anche il Senato.

 

Che cosa ne pensa del fatto che Berlusconi, pur accettando l’accordo, lo faccia “con disappunto”?

Il Cavaliere inizialmente voleva applicare la legge elettorale al Parlamento nella sua interezza. Bisogna sempre stare attenti alle mosse che Berlusconi propone o alle quali dice di adeguarsi, perché potrebbe esserci qualche sorpresa dietro l’angolo. Comunque il fatto stesso di approvare una legge in questo senso, già in qualche misura dà qualche garanzia.

 

Che senso ha modificare la legge elettorale soltanto per la Camera?



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COMMENTI
05/03/2014 - Il redde rartionem si avrà alle europee (Carlo Cerofolini)

Il redde rationem - per chi ci ha finora impedito di andare alle urne dando la parola al popolo sovrano - verrà alle elezioni europee, dove si spera che i partiti succubi dei diktat Ue, per noi rovinosi, verranno “bastonati” con i voti, pur dovendo, i cittadini, stare attenti a non farsi ammaliare del tanto peggio tento meglio!