BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ 2. Alfano, Mauro, Fioroni: manovre (pericolose) al centro

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Mario Mauro (Infophoto)  Mario Mauro (Infophoto)

 Il vero capolavoro, con destrezza, è stato realizzato attribuendo dignità ministeriale all’Udc che formalmente è ancora in gruppo, in Parlamento, con il partito di Mauro e Olivero, in modo da accontentare apparentemente, in questo modo, Cencelli, che però nella sua millimetrica precisione non avrebbe mai privilegiato un partito con una decina di parlamentari penalizzandone uno che ne ha circa il doppio. Ma si vede che Casini ha incassato la sua (mezza, quasi, forse) andata a Canossa nei confronti di Berlusconi (con quale formula o quale approdo non è dato ancora di sapere) rispetto a una presenza come quella di Mauro che sarebbe stata molto più fuori linea in un governo che ha tutta l’aria di essere un monocolore renziano al netto del pedaggio che il premier ha dovuto pagare ad Alfano, e solo al suoi partito.

 

Piccolo particolare, però, c’è sempre però il corpo elettorale a decidere, al di là dei calcoli frettolosi che si fanno. Non a caso un nuovo soggetto che ha fatto capolino in questi giorni, Corrado Passera (che ha lanciato la sua “Italia unica”) ha detto che il suo movimento non è né di destra né di sinistra «né tantomeno di centro» e che ogni decisione su possibili sbocchi politici è rinviata a giugno. Cioè dopo il voto europeo, che con il suo sbarramento al 4 per cento decreterà con tutta probabilità chi avrà diritto, in proiezione, a restare sulla scena anche nella politica italiana, visto che anche per la legge elettorale in arrivo per le Politiche (se mai si riuscirà a vararla) l’ipotesi più accreditata della soglia di sbarramento viene collocata ora al 4/4,5 per cento. 

È ancora presto per dire chi andrà con chi, ma è forse tardi per sperare ancora che qualcosa di buono ne possa venire fuori: tutto lascia pensare che l’enorme opportunità offerta dal voto europeo per dar vita a un grande contenitore popolare post-berlusconiano possa essere utilizzata, di modo da intercettare in modo credibile il grande smarrimento e la grande attesa che regna in questa area di consenso orfana di un partito realmente in linea con la tradizione europea e degno erede della migliore tradizione democristiana del nostro Paese. O forse no. Nel quadro in repentina trasformazione del nostro sistema politico magari qualcosa si muove e riuscirà a spiazzare un po’ tutti. Ma per ora non se ne vedono le avvisaglie, essendo la scena occupata solo da gelosie e pretese di primogenitura di scarso appeal presso il disilluso elettore moderato – che brutta parola… – del nostro Paese. 


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
05/03/2014 - La prossima volta vorrei vincere le elezioni (Giuseppe Crippa)

Che i principali esponenti dell’Unione di Centro, del Nuovo Centro Destra e dei Popolari Per l’Italia non siano capaci di costruire un unico partito col quale presentarsi agli elettori è davvero deludente (se non squallido): roba da far considerare la teorica possibilità (se si votasse con l’Italicum l’anno prossimo) di votare Renzi (che è tutto dire)!