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IL CASO/ D’Alimonte: l'Italicum "a metà" è una trappola di Alfano

Pubblicazione:giovedì 6 marzo 2014 - Ultimo aggiornamento:giovedì 6 marzo 2014, 8.38

Angelino Alfano (Infophoto) Angelino Alfano (Infophoto)

Il vero obiettivo è non consentire a Renzi di andare a elezioni anticipate. Se poi le riforme non saranno messe in atto, allora sapremo che il vero disegno era questo. Per il momento giudico però solo sulla base di ciò che vedo, e cioè che con questa soluzione non si può ritornare a votare.

 

Chi ha più paura di andare a votare?

Renzi è l’unico a non avere questo timore, mentre tutti gli altri preferiscono che la legislatura duri fino al 2018. I politici vogliono evitare i rischi, e tornare a votare significa rischiare. Nel momento in cui c’è la possibilità di andare avanti per cinque anni, non si vede perché rimettere tutto in discussione. L’unico ad avere interesse a farlo, dal momento che i sondaggi sono a lui favorevoli, è Matteo Renzi. Non lo può fare però perché non c’è un sistema elettorale tale da garantire la governabilità.

 

E’ una classe politica ridotta alla conservazione di se stessa?

Sì, ma questa è una regola che vale ovunque. Il primo obiettivo del politico in quanto tale è conservare se stesso.

 

I nostri politici non sono più guidati neanche dall’ambizione?

Per la maggior parte dei parlamentari l’ambizione viene dopo la sopravvivenza.

 

E’ anche l’Italicum a frustrare l’ambizione dei nostri parlamentari, i quali sono nominati dall’alto e non scelti dagli elettori?

E’ così purtroppo, anche se le riforme elettorali si fanno in Parlamento con i voti che si riescono a raccogliere. Personalmente sono favorevole ai collegi uninominali, ma mi rendo conto che in Parlamento non ci sono i numeri necessari per introdurli, e lo stesso discorso vale per i voti di preferenza. Berlusconi si oppone infatti tanto agli uni quanto agli altri.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
06/03/2014 - D’Alimonte: l'Italicum "a metà" è una trappola di (Federico Reseghetti)

Per certi versi l'analisi politica fatta dall'articolista ha una sua ragion d'essere. Unica obiezione: il cosiddetto Italicum, che ora è diventato un semi-Italicum, non è di certo quanto di meglio si potesse pensare; pur se diverso del porcellum, sembra tanto uno scrofellum, (o meglio una sus scrofella domestica) e di certo non coerente con il principio costituzionale della rappresentanza degli elettori, prevedendo che il diritto di scelta dei candidati, sia lasciato alla scelta dei leader dei partiti che si presentassero ad una competizione elettorale.Alla faccia della democrazia partecipata e della rappresentanza! E non si tiri in ballo la democrazia del web, ... per carità!

 
06/03/2014 - Evviva (Tex Willer)

L'analisi di D'Alimonte fa piazza pulita delle moltissime scuse che girano tra quanti stanno impedendo la riforma elettorale. L'unica loro motivazione è un bassissimo interesse di bottega, perseguito con totale disprezzo del bene comune. Sono disposti ad avere un Parlamento (o almeno un Senato) eletto col proporzionale e necessariamente inutile, anzi dannoso, al paese, pur di tenersi un altro giorno lo scranno. Pazienza se questo avvicina Grillo al potere e l'Italia al collasso.