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IL CASO/ D’Alimonte: l'Italicum "a metà" è una trappola di Alfano

Per ROBERTO D’ALIMONTE l’Italicum valido solo per la Camera è uno stratagemma con cui i parlamentari vogliono ingabbiare Renzi. Questi politici lo fanno solo per sopravvivere

Angelino Alfano (Infophoto) Angelino Alfano (Infophoto)

“L’Italicum valido solo per la Camera è uno stratagemma attraverso cui i parlamentari vogliono ingabbiare Renzi. Un’intera classe politica mossa dal solo desiderio di sopravvivere ha come unico obiettivo quello di evitare le elezioni anticipate”. E’ l’analisi di Roberto D’Alimonte, professore di Sistema politico italiano all’Università di Firenze, dopo l’accordo raggiunto tra Pd e Forza Italia per approvare una riforma di legge elettorale che sia valida soltanto per la Camera dei deputati. Un accordo che rischia però di traballare, in quanto ieri alla Camera dei deputati ci sono state sette votazioni, di cui tre a scrutinio segreto, e l’aula dovrà riunirsi ancora per esaminare diverse norme tra cui quella sulla parità di genere.

Professor D’Alimonte, chi sta cercando di ingabbiare Renzi?

Sono in tanti a volerlo fare, a partire dai suoi alleati: Alfano, i Popolari e una parte del Pd. I parlamentari vogliono durare e per essere sicuri di riuscirci non vogliono dare a Renzi una legge elettorale attraverso la quale possa chiedere le elezioni anticipate. E’ una manovra ordita dai “peones” del Parlamento? Questa manovra non riguarda soltanto i “peones”, ma tutti i parlamentari senza distinzioni, siano essi di prima o di seconda fila. La garanzia affinché non si vada a votare subito è che non ci si un sistema elettorale pronto all’uso. Il fatto di applicare l’Italicum solo alla Camera dei deputati e di lasciare il proporzionale al Senato rende difficile ritornare a votare.

Perché allora Renzi ha affermato che l’accordo raggiunto è un risultato positivo?

Perché quando sarà approvato anche al Senato, l’Italicum rappresenterà una riforma elettorale di tipo maggioritario che è sicuramente migliore di quella uscita dalla sentenza della Consulta. Renzi può quindi affermare che oggi l’Italia ha un sistema elettorale migliore, anche se quest’ultimo sarà completato solo quando ci sarà la riforma del Senato.

Il vero obiettivo è evitare di andare a elezioni anticipate o bloccare le riforme?


COMMENTI
06/03/2014 - D’Alimonte: l'Italicum "a metà" è una trappola di (Federico Reseghetti)

Per certi versi l'analisi politica fatta dall'articolista ha una sua ragion d'essere. Unica obiezione: il cosiddetto Italicum, che ora è diventato un semi-Italicum, non è di certo quanto di meglio si potesse pensare; pur se diverso del porcellum, sembra tanto uno scrofellum, (o meglio una sus scrofella domestica) e di certo non coerente con il principio costituzionale della rappresentanza degli elettori, prevedendo che il diritto di scelta dei candidati, sia lasciato alla scelta dei leader dei partiti che si presentassero ad una competizione elettorale.Alla faccia della democrazia partecipata e della rappresentanza! E non si tiri in ballo la democrazia del web, ... per carità!

 
06/03/2014 - Evviva (Tex Willer)

L'analisi di D'Alimonte fa piazza pulita delle moltissime scuse che girano tra quanti stanno impedendo la riforma elettorale. L'unica loro motivazione è un bassissimo interesse di bottega, perseguito con totale disprezzo del bene comune. Sono disposti ad avere un Parlamento (o almeno un Senato) eletto col proporzionale e necessariamente inutile, anzi dannoso, al paese, pur di tenersi un altro giorno lo scranno. Pazienza se questo avvicina Grillo al potere e l'Italia al collasso.