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ITALICUM/ La Russa: un accordo da macellai tra Renzi e Berlusconi

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Giorgia Meloni e Ignazio La Russa (Infophoto)  Giorgia Meloni e Ignazio La Russa (Infophoto)

“La cosa è molto semplice, Renzi e Berlusconi si sono trovati in macelleria e il Cavaliere ha detto al premier: ‘Ti do un po’ di prosciutto in più’. E così Renzi gli ha risposto: ‘Allora lasciamo la soglia di sbarramento invariata al 4,5%’”. Ignazio La Russa la butta sul ridere, anche se la bocciatura dell’emendamento di Fratelli d’Italia rischia di far esplodere le coalizioni all’interno degli schieramenti di centrodestra e di centrosinistra, che non a caso l’ex ministro della Difesa definisce “soltanto delle semplificazioni giornalistiche che diventano effettive solo quando c’è un comune sentire”. Parole dure, dopo che la Camera ha respinto a scrutinio palese l’emendamento alla riforma elettorale che abbassava la soglia di sbarramento dal 4,5% al 4%. A presentare la proposta era stato il gruppo di Fratelli d’Italia, sostenuto da altri piccoli partiti sia di centrodestra sia di centrosinistra. Partito Democratico e Forza Italia non sono intervenuti nel corso del dibattito ma hanno votato contro. I sì alla fine sono stati 215, meno dei 308 no. Un risultato comunque superiore ai 180-190 voti ottenuti dagli emendamenti relativi ad altri aspetti della soglia di sbarramento. Il Movimento 5 Stelle infatti in questo caso ha sostenuto la mozione di Fratelli d’Italia. Altri emendamenti hanno riguardato la proposta di abbassare all’8% la soglia di sbarramento per la coalizione e quella di escludere i voti delle “liste-civetta”, quelle cioè che non raggiungono l’1%, dal computo dei voti di ciascuna coalizione.

 

Dopo la bocciatura del vostro emendamento, siete ancora disposti a entrare in una coalizione con Forza Italia?

Le somme le tireremo quando la legge sarà stata approvata in via definitiva. Per adesso non abbiamo perso la guerra ma soltanto una battaglia, e quindi le conclusioni le vedremo alla fine della legge. Prendiamo atto del fatto che è una legge che non tiene in nessun conto, neanche a livello di semplice consultazione, tutti gli altri partiti che compongono gli schieramenti di centrodestra e di centrosinistra.

 

Uno schieramento non dovrebbe essere per definizione accomunato dagli stessi obiettivi?



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