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SCENARIO/ Polito: Matteo, chi si beve la balla sui conti truccati da Letta?

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

È un’affermazione superficiale e propagandistica. Se avesse avuto questa sensazione avrebbe avuto il dovere di dirlo quando è entrato a palazzo Chigi. Padoan, che è al Tesoro, non lo ha detto. Le cose che ha detto l’Ue erano prevedibili: non ha certo scoperto dei buchi che non sapevamo di avere. In merito…

 

Prego.

Il punto è che Renzi godrà, ancora per qualche settimana, di questo grande vantaggio di poter dire che tutto ciò che ha trovato non è colpa sua ma è un’eredità del passato. Questo è fuori da ogni dubbio, ma non è una cosa che lo aiuterà a risolvere i problemi a cui è chiamato a dare una risposta: nel giro di poco tempo non sarà più un argomento che potrà usare né con l’Europa né con gli italiani.

 

Prima ha citato Padoan. Il ministro dell’Economia ha parlato per la prima volta e in merito al taglio delle tasse ha detto che bisogna scegliere chi sgravare: imprese o lavoratori.

Ha annunciato un taglio di 7,5 miliardi di euro che si aggiungono ai 2,5 che già ci sono. Infatti, in merito, non dimentichiamoci che il governo Letta ci aveva già lavorato. Non è che adesso hanno trovato la ricetta magica che prima era sfuggita. Bisogna trovare i soldi e per farlo si deve trovare la spesa. 

 

Quindi?

Il problema non è che noi non possiamo indebitarci (e fare spesa in deficit) perché ce lo impone l’Europa e perché c’è qualcuno cattivo a Bruxelles che non ce lo fa fare. No, noi non possiamo perché questi soldi in più che vorremmo spendere dovremmo andare a chiederli in prestito sui mercati, come facciamo già ogni mese. Ecco, il nostro problema è convincere chi ci dà i soldi a darcene altri, presentandoci come un investimento sicuro.

 

Questa sera (ieri, ndr) Renzi cenerà con Kerry. Come legge questo incontro nel quadro di quello scenario che vedrebbe anche la mano degli States dietro l’ascesa di Renzi a palazzi Chigi?

 Mi sembra del tutto normale che il nuovo primo ministro – essendo oltretutto un oggetto sconosciuto, come dicevo – si presenti alla comunità internazionale e incontri dunque i vari ministri degli Esteri. È un attività del tutto normale. Io non so se gli americani sono dietro alla manovra politica con la quale Renzi ha preso in mano il governo. Francamente non lo credo e non mi piacciono queste dietrologie. Certamente, gli Stati Uniti vorranno sapere chi è e cosa ha in mente di fare.

 

Passando invece all’Italicum, oggi c’è stato un piccolo stop dettato dal fronte femminile e bipartisan sulla “quote rosa”: il patto Renzi-Berlusconi sta reggendo bene?

È un patto che, di fatto, si è dimezzato con il dimezzamento dell’Italicum stesso, visto che varrebbe solo per la Camera: non erano questi gli accordi originari. Diciamo che questo asse si sta modellando alle condizioni esterne che, forse un po’ ingenuamente e superficialmente, si era pensato di ignorare.

 

A cosa si riferisce?