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Politica

DIETRO LE QUINTE/ Berlusconi prepara la rivincita su Renzi

Silvio Berlusconi (Infophoto)Silvio Berlusconi (Infophoto)

L'ottimismo del 18 gennaio, giorno dello storico faccia a faccia del Nazareno, è svanito quasi del tutto, e il rischio che la fragile impalcatura di quell'accordo salti aumenta di giorno in giorno. Se sin qui Berlusconi ha resistito alla tentazione di rovesciare il tavolo è soprattutto per il timore di finire ai margini della scena politica.

Non sarà la parità di genere a bloccare le riforme, anche perché il leader di Forza Italia non può sottovalutare la rivolta delle donne azzurre, gran parte delle quali ha firmato l'appello delle 90 parlamentari a favore delle quote rosa. Se però si dovessero ritoccare le soglie, oppure bocciare le liste bloccate, Berlusconi sarebbe costretto ad andare allo scontro frontale. E lo stesso Renzi ne uscirebbe fortemente ridimensionato, anche se il premier sta cercando il colpo vincente sul terreno della scossa all'economia, preparando per la prossima settimana quei provvedimenti che nelle sue intenzioni costituiscono quello choc salutare che potrebbe risvegliare il paese.

Renzi però sa bene che da sola la scossa all'economica non gli sarebbe sufficiente a consolidare la propria premiership. In qualche modo dovrà fare i conti con quella doppia maggioranza che ha adesso lo stesso pilota. E qui c'è una strettoia che non gli sarà facile superare. Come scriveva giorni fa Michele Ainis, "la doppia maggioranza è praticabile quando i piloti sono due, com'erano Letta e Renzi". Il difficile è incarnare il doppio ruolo, specie se – come nel caso di Renzi – si ha assoluto bisogno dei piccoli partiti per continuare a governare. E Alfano non mostra alcuna intenzione di facilitare il dialogo fra il premier e il leader di Forza Italia, perché sa che lui ne sarebbe la prima vittima.

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