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PROSTITUZIONE/ Il ddl di Razzi: ecco gli "assistenti sessuali"

Antonio Razzi, senatore di Forza Italia, ha presentato il 7 marzo in Senato un disegno di legge pro prostituzione che prevede la nascita dell'operatore di assistenza sessuale

Antonio Razzi Antonio Razzi

Antonio Razzi impugna, a suo modo, la battaglia della Lega Nord a favore della legalizzazione della prostituzione. Se il Carroccio vuole l’abolizione della Legge Merlin e la conseguente riapertura delle case chiuse, il senatore forzista promuove anche la nascita della figura professionale dell’operatore di assistenza sessuale. È stato presentato il 7 marzo, a Palazzo Madama, il disegno di legge 1370 che reca la sua firma: “La presente legge disciplina l'attività remunerata di operatore di assistenza sessuale (OAS): l'attività di OAS può essere esercitata da soggetti maggiorenni con soggetti maggiorenni consenzienti all'interno di una privata dimora, in assenza di persone minori conviventi, in appositi studi professionali o in locali pubblici destinati a tale scopo esclusivo". Scorrendo il testo non mancano i provvedimenti in ambito sanitario (“L'eventuale danneggiamento del profilattico durante una prestazione deve essere denunciata, da parte del soggetto esercente l'attività di OAS, alle autorità sanitarie competenti, entro il primo giorno feriale successivo all'evento, con indicazione delle generalità del cliente”) e fiscale: “I proventi dell'attività di OAS sono soggetti all'imposta sul valore aggiunto (IVA); nel caso in cui l'attività è esercitata in forma individuale, sono obbligatorie l'apertura di un'apposita partita IVA, l'iscrizione al regime pensionistico autonomo obbligatorio presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e l'iscrizione presso l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL)". Un ulteriore motivo che lo ha portato a stendere questa proposta? Ridurre il traffico, ebbene sì. Ecco cosa scrive: “La presente proposta di legge vuole regolamentare anche i luoghi di esercizio della prostituzione, con l'intento di eliminare l'adescamento in strada, ovvero in luogo pubblico, dei clienti, evitando ai cittadini di dover assistere e far assistere a propri familiari minorenni sgradevoli visioni notturne e diurne di prostitute vestite in maniera minima e volgare per adescare più facilmente la clientela che, se in automobile, crea anche pericolo al regolare scorrimento del traffico”.

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