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VOTO DI SCAMBIO/ Video, Giarrusso: “Pene ridotte del 42%. Vogliono legare le mani alla magistratura”

Michele Giarrusso, senatore del Movimento 5 Stelle, è intervenuto questa mattina ad Agorà per tornare sulla questione della riduzione della pena per il voto di scambio politico-mafioso

Michele Giarrusso Michele Giarrusso

Il senatore del Movimento 5 Stelle Michele Giarrusso è stato ospite questa mattina ad Agorà, su Rai Tre. L’esponente pentastellato è tornato sul duro scontro avuto in aula con il collega Vincenzo D’Anna, vicepresidente del gruppo Grandi Autonomie e Libertà. Ricostruiamo dunque la vicenda. I senatori grillini, su tutti Giarrusso, giovedì 11 aprile hanno protestato fortemente in aula contro il disegno di legge (948-B) volto a modificare l’articolo 416-ter del codice penale, in materia di scambio elettorale politico-mafioso. La discussione è stata stroncata con l’applicazione della cosiddetta ghigliottina, ovvero il taglio degli emendamenti per procedere direttamente con la votazione, facendo ancor più adirare i 5 stelle. Giarrusso, nel corso della discussione a Palazzo Madama aveva preso la parola: “Noi chiediamo che questa norma che offende il Parlamento e i cittadini di questo Paese non venga nemmeno messa ai voti, perché è offensiva nei confronti di quanti hanno dato la vita per combattere la mafia che avevano inserito questa stessa norma nel codice penale: fuori la mafia dallo Stato!”. Gli rispose duramente D’Anna: “Così come altri si sono opposti allo squadrismo violento noi ci opporremo a questi nuovi squadristi che sono rappresentati dal Movimento 5 Stelle”, condendo il suo intervento, provocatoriamente, con il saluto romano. Ai microfoni Rai Giarrusso ha dichiarato: “Questa classe politica sta cercando di ridurre del 42% le pene per il voto di scambio politico-mafioso; è un atto inaudito e gravissimo; lo stanno facendo per accelerare i tempi: la riduzione della pena gli serve per andare a fare accordi per la prossima campagna elettorale”. E ha poi aggiunto: “È una cosa scandalosa che fa arretrare il nostro Paese ancor prima del ‘92”.

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