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NOMINE & POTERE/ Sansonetti: Renzi ostaggio di Gabanelli e pm

Le europee non cambieranno la politica italiana, nemmeno se Berlusconi venisse sconfitto da Grillo. Il commento di PIERO SANSONETTI su Pd, caso Berlusconi, europee, nomine, Jobs Act e altro

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Le europee non cambieranno la politica italiana, nemmeno se Berlusconi venisse sconfitto da Grillo. A dirlo è Piero Sansonetti, voce di sinistra fuori dal coro, giornalista e direttore de Gli Altri. Secondo Sansonetti solo una sconfitta di Renzi potrebbe mutare lo scenario, ma l'altalena tra scelte di sinistra e scelte di destra garantisce al premier un consenso tale da renderla assai improbabile. Dal Pd alle nomine che Renzi deciderà lunedì, passando per Berlusconi e il Jobs Act, ecco il punto di Sansonetti.

Berlusconi ai servizi sociali e Dell'Utri che non si trova. Due vicende simboliche?
La coincidenza dei due avvenimenti rappresenta la vittoria nella guerra da parte della magistratura. Faccio mie le parole dell'avvocato Alfonso Stile: quello di Berlusconi è il primo caso di una vittima non incolpevole di una macchinazione giudiziaria. Mi pare la migliore fotografia di questa vicenda.  

Quali saranno le ripercussioni della nuova agibilità politica di Berlusconi per Forza Italia e per le riforme?
Non saranno rilevanti. Non sappiamo ancora cosa deciderà il Tribunale di Sorveglianza, ma se va come sembra, se Berlusconi dovrà cioè limitarsi a fare mezza giornata coi disabili, io sono addirittura convinto che saprà volgere la pena a suo favore, facendola diventare un fatto politico.

Però in FI c'è grande ansia per il voto delle europee. Ieri l'ex ministro Mario Mauro (Popolari per l'Italia) ha detto che se Grillo diventa il secondo partito, l'accordo Renzi-Berlusconi è destinato a saltare.
Non credo che sarà così. È probabile che FI diventi il terzo partito, come è probabile un successo di Grillo alle europee, basta vedere il risultato del Front National in Francia. Una volta erano i partiti di sinistra a raccogliere il malcontento popolare, ma questi non ci sono più. Non so se rinasceranno; nel frattempo, la protesta si convoglia nel populismo che può essere o di estrema destra, come quello di Marine Le Pen, o più indefinito come quello di Grillo.

Quindi lei ritiene possibile una loro vittoria.
Sì, ma al tempo stesso ritengo che un loro successo non modificherà in maniera sostanziale il rapporto coi partiti più tradizionali di centrodestra e di centrosinistra. Un contraccolpo in Italia ci sarebbe solo se a perdere fosse Renzi, il che mi pare molto improbabile. 

Renzi dunque non avrebbe nulla da temere. Infatti ottiene consensi perfino tra le fila di Berlusconi… 
Questo è relativo. Non è nemmeno vero che se Renzi vince le Europee ha passato il Rubicone; dovrà invece faticare parecchio, perché la politica italiana oggi cambia in tempi rapidissimi. Adesso Renzi è al massimo dei consensi, ma non è affatto detto che tra 8-9 mesi sia ancora così. 

Più tasse alle banche e più soldi in busta paga ai lavoratori. È il Def targato Renzi. Non è un provvedimento di sinistra?