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Politica

SONDAGGIO/ Grillo supera Berlusconi ma non è un vero "sorpasso"

Beppe Grillo (Infophoto)Beppe Grillo (Infophoto)

Questo è possibilissimo, se non probabile. Però, non si tratta tanto di un sorpasso grillino, quanto di una retrocessione di FI. Ripeto, penso che M5S vedrà confermata la sua dimensione attuale e reale sul 20%, mentre i forzisti si vedono svuotato il proprio volume tradizionale. Mancando un leader – Berlusconi è fuori scena – e mancando i contenuti – quali sono i loro temi? – penso che Forza Italia potrebbe scendere fino al 15%.

 

Ma questa emorragia di voti in uscita da Forza Italia – e più in generale dalla cosiddetta coalizione dei moderati – è indirizzata verso quali formazioni in particolare? Tende verso il Pd o è  invece volta a ingrossare le fila M5S?

I voti in uscita da Forza Italia sono per la stragrande maggioranza voti in ingresso per il Movimento 5 Stelle, che potrebbero arrivare fino al 25%. Più scenderà FI, più saliranno i pentastellati.

 

Anche se si tratta di Elezioni europee, pensa che questo trend andrà a confermarsi anche in futuro e alle prossime politiche?

È difficilissimo dirlo. Il panorama politico italiano cambia drasticamente ogni anno. Poi, che ci sia un trend di costante indebolimento di Forza Italia è fuori discussione, così come il progressivo irrobustimento del Pd. Ma l’andamento del partito di Grillo è un po’ altalenante. Insomma, è tutto molto contingente: fare previsione è quanto mai arduo. La cosa sicura è che il Partito democratico si è ampiamente consolidato come prima forza politica: nonostante la crisi di FI – che porta voti ai 5 stelle, tenendoli tonici – non credo a un sorpasso grillino ai danni dei dem.  

 

Tornando al fronte dei moderati, qual è lo stato di salute del Nuovo centrodestra?

Ncd è un partito di centro e di fuoriusciti. Le vicende storiche precedenti ci dicono che un’esperienza politica del genere non ha, statisticamente parlando, un grande destino e una particolar presa sull’elettorato. Penso a Scelta Civica e in parte, anche se è diverso, ad Alleanza Nazionale e a Fini, ora sparito dalla scena politica. Personalmente (e non lo dico per ragioni ideologiche, bensì statistiche) non ho mai creduto alla teoria del grande centro, che non esiste. I partiti fuoriusciti tendono a essere puniti dal mercato, diventando molto marginali. Quindi, secondo me, sarebbe già molto se si attestasse sul 4%.

 

Prima diceva che le europee sono consultazioni d’opinione: come sono paragonabili (se lo sono) i risultati con quelli delle elezioni politiche?

Una correlazione, anche importante, tra i due voti c’è, ma non sono legati a doppio filo. Come detto, le europee sono tradizionalmente elezioni d’opinione. Oltre al caso più recente della Bonino, negli anni Ottanta si consumò lo storico sorpasso del Pci sulla Dc pochi giorno dopo la morte di Enrico Berlinguer. Non mi aspetto che precipiti il Pd, che risorga magicamente Forza Italia e che Ncd faccia il boom. L’80% dei risultati è coerente con le elezioni nazionali, ma c’è pur sempre quel 20% di variabilità che potrebbe far crescere la Lega, il Movimento 5 Stelle o innescare una fiammata – magari anche solo episodica – della lista Tsipras. Qualcosa si muoverà, ma le macroforze rimangono costanti.

 

(Fabio Franchini)

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