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Politica

RUMORS/ Forza Italia, c'è aria (pesante) di scissione

Berlusconi, isolato dal cerchio magico di Pascale, Rossi e altri, tace e non ha più in mano il partito, che perde pezzi. Dopo il voto una scissione è sempre più probabile. ANSELMO DEL DUCA

Silvio Berlusconi (Infophoto)Silvio Berlusconi (Infophoto)

Il campanello d'allarme è di quelli sonori. Assomiglia quasi a una campana a morto. Paolo Bonaiuti non si può certo classificare fra i ras delle preferenze, ma il suo abbandono di Forza Italia è simbolico e clamoroso insieme, e qualcuno teme si trasformi in una sorta di 8 settembre: tutti a casa. Se se ne va il portavoce storico di Berlusconi, la sua ombra in tutte le dichiarazioni televisive, vuol dire che la situazione è grave davvero.

Ribolle Forza Italia, e nessuno sa dire cosa ne sarà all'indomani delle elezioni europee. Gianfranco Rotondi, uno che la sa lunga, sembra lasciare intendere scissioni prossime venture, quando dice che adesso è il momento dell'assoluta solidarietà a Berlusconi, ma dopo il 25 maggio "cambierà l'offerta politica del centro-destra italiano e non a opera di Ncd".

Di scissioni si parla ormai apertamente nei corridoi di Montecitorio. Il plurale non è casuale, perché di ipotesi in campo ce ne sarebbe più d'una. Da una parte ci sono le sirene alfaniane, quelle che hanno ammaliato l'ex portavoce di Berlusconi, e non solo. In predicato di passare sotto le insegne del Nuovo Centrodestra sarebbero altri esponenti azzurri, che per il momento restano coperti.

C'è però anche chi non sembra aver intenzione di ripararsi al calduccio di un partito che sostiene il governo, e preferisce rimanere nel perimetro dell'opposizione. È il caso di autentici signori dei voti, come Claudio Scajola, escluso con tutta probabilità dalle liste europee, e Raffaele Fitto, che invece intende il 25 maggio misurare il proprio peso specifico e decidere poi di giocare quel consenso, dentro o fuori il partito si vedrà. L'imperativo è non colare a picco con Berlusconi.

Il nodo da sciogliere è proprio questo: quanta agibilità politica ci sia dentro una formazione politica di fatto finita in mano a un cerchio magico composto da Giovanni Toti, Maria Rosaria Rossi, Francesca Pascale e pochissimi altri, e con un Berlusconi sempre più assente, sempre più distante. Quel cerchio magico che ha fatto fare gli scatoloni a Bonaiuti, privandolo sin da fine anno del suo storico ufficio a Palazzo Grazioli in nome del rinnovamento e del nuovo corso.

Impietosa è l'analisi di Mara Carfagna: "Siamo vivi e vegeti - afferma la portavoce del gruppo azzurro alla Camera - ma bisogna cambiare registro, anche comunicativo, e tornare a incarnare il bisogno di cambiamento e innovazione. Non è più il tempo delle lotte interne, di trappole e raggiri. Non possiamo permettere che Fi si svuoti come un serbatoio rotto, privandosi delle migliori energie per inconcludenti dispute di potere".