BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

NOMINE/ 1. Rosa shocking (e molto grigio) nella "svolta" di Renzi

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Nel frattempo in Eni ed Enel vengono promossi due dirigenti di scuola interna: due laureati al Politecnico di Milano. Descalzi “uomo di San Donato” allo stato puro, sempre in spola fra Metanopoli e i campi d’esplorazione petrolifera di tutto il mondo,  Starace - il capo di Enel Green Power, la scommessa più ambiziosa del gruppo - ha un profilo internazionale più accentuato, con passaggi non banali presso giganti come Ge, Abb e Alstom. Forse la “rottamazione” sbandierata da Renzi potrà maturare dietro i volti di questi due tecnici, poco noti al grande pubblico e forse desiderosi di restarlo. Di sicuro è impensabile immaginare Descalzi e Starace avanzare, da domani, in ostili terre di nessuno aziendali: viceversa, garantiranno una dose di continuità che molto probabilmente non guasterà. All’Eni, in particolare, si chiude l’epoca di Paolo Scaroni: certamente il nome di maggior spicco fra quelli usciti di scena ieri (e non ha stupito che ieri sera il manager si sia congedato personalmente nello studio del presidente della Repubblica Napolitano). 

Scaroni - per il quale già in molti pronosticano un rapido trasferimento al vertice delle Generali - ha pilotato l’Eni su un percorso classico per il cane a Sei Zampe: “non allineato”, in un decennio in cui la Russia e le altre repubbliche post-sovietiche hanno fatto da nuova frontiera. Non sorprende che l’ormai ex Ceo paghi oggi il brusco raffreddamento delle relazioni Est-Ovest e il tramonto di Silvio Berlusconi, molto legato sia a Putin che a un altro ex “signore del petrolio” come il leader libico Muammar Gheddafi, tragicamente cancellato da una guerra.

Ci sarà tempo per vedere all’opera Francesco Caio al vertice operativo delle Poste: anche se “Mister Agenda Digitale” dovrà mettersi al lavoro senza indugio, visto che la privatizzazione delle Poste (e soprattutto delle sue strutture bancarie) è formalmente in lista entro la fine dell’anno. Anche Caio - ex Ceo di Omnitel con Carlo De Benedetti - è comunque un tassello di “usato sicuro” all’interno di un puzzle più “cencelliano” e meno “renziano” di quanto l’entourage del premier stia provando ad accreditare in queste ore. Se l’inserimento nel cda Eni dei Luigi Zingales (a lungo battagliero consigliere indipendente Telecom) porta nel cuore dell’industria pubblica un “italiano d’America” e un commentatore liberista principe, quello di Alberto Bianchi (considerato il “tesoriere” dell’ex sindaco di Firenze) nel board Enel promette già di far arricciare più di un naso.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.