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Politica

SCENARIO/ Polito: Berlusconi è il "jolly tuttofare" di Renzi

Silvio Berlusconi (Infophoto)Silvio Berlusconi (Infophoto)

È vero che chi è il numero due conta (e molto), ma non è tutto. La grande differenza del Movimento 5 Stelle, rispetto al Pd e a Forza Italia, è che i pentastellati non hanno forza coalizionale. Paradossalmente – per come è strutturato l’Italicum – i grillini potrebbero essere anche il primo partito, senza comunque vincere le elezioni. 

 

Passando invece alla riforma del Senato, il disegno di legge Chiti (e sostenuto da diversi senatori dem), che si oppone al modello di Renzi, non è stato ritirato. Si arriverà alla resa dei conti in casa Pd?

Se si prende in considerazione la sostanza dei due testi, la vedo dura che riescano ad arrivare a una mediazione; la polemica di chi è contrario al progetto del premier (che trasforma di fatto Palazzo Madama in un organo consultivo) presuppone il mantenimento del bicameralismo, anche se non più perfetto. Quindi, se la posizione della minoranza Pd che si stringe attorno alla proposta a firma di Chiti non è strumentale – finalizzata solamente a farsi riconoscere un potere da Renzi – allora si arriverà alla resa dei conti, ovvero il voto secondo coscienza. Se invece, come penso e temo, si tratta in realtà di una manfrina della minoranza per ottenere un riconoscimento, allora si raggiungerà un accordo molto prima.

 

Questa minoranza ha una strategia?

A me pare che si stia comportando in maniera incomprensibile: sembra molto ferma e implacabile nei confronti di Renzi, ma si poi accorda e accoda su tutto.

 

Ma quando la Boschi dice che il governo può fare le riforme anche senza Berlusconi e i suoi, dice la verità o bluffa?

Dice la verità, nel senso che se Berlusconi si tirasse indietro, Renzi ci dovrebbe provare. A quel punto però finirebbe per doversi accordare con quelle forze che lui adesso sta asfaltando in Parlamento – minoranza Pd e Nuovo Centrodestra – che vogliono mantenere un profilo di bicameralismo, fare una legge elettorale meno maggioritaria che non faccia fuori le piccole formazioni. Quindi sì, il presidente del Consiglio ci potrebbe anche riuscire, ma dovrebbe scendere a patti, con tutte le conseguenze del caso sulle medesime leggi.

 

Come valuta il futuro di Forza Italia? Si parla molto di scissione: pensa che all’indomani delle elezioni europee, in caso di un risultato negativo, il partito possa implodere?