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Politica

SCENARIO/ Folli: se gli ex berlusconiani votano Grillo salta tutto

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A mancare è esattamente una personalità politica forte che sia capace di imporsi anche sulle correnti interne, proprio come ha fatto Renzi nel Partito democratico. Non c’è l’erede: non c’è nessun Matteo Renzi nel centro-destra.

 

Il voto moderato che viene dato in uscita da Forza Italia andrà a ingrossare quale bacino elettorale? Pd o Movimento 5 Stelle?

Intanto c’è da vedere quanti saranno questi voti in uscita. Penso che le elezioni europee non andranno bene per Berlusconi, ma quantificare i voti che Forza Italia perderà è, ad oggi, difficile da pronosticare. Credo che si divideranno in maniera abbastanza equa tra astensionismo, Renzi e M5S, con questi ultimi però che ne gioveranno maggiormente. Gli elettori berlusconiani che vogliono far pesare il loro voto potrebbero darlo a Grillo in un’ottica di destabilizzazione. Poi una quota, anche se non so quanto consistente, potrebbe finire ad Alfano.

 

Italicum posticipato dopo le Europee e in standby fino all’approvazione della riforma del Senato. È un modo per saggiare, prima, la reale forza di Grillo? L’Italicum bipolare si troverebbe a essere applicato a un sistema tripolare: potrebbe subire una rivoluzione…

Sono tante le ragioni per cui si continua a rinviare l’Italicum. Su tutte il nodo del Senato, che deve ancora essere sciolto. Il fattore Grillo non lo vedo un elemento fondamentale in questo caso, anche se ha certamente il suo ruolo. Credo però che le ragioni di questo parziale e nuovo slittamento abbiano a che fare con la difficoltà di accordarsi, soprattutto all’interno del Pd, circa la riforma di Palazzo Madama.

 

Poniamo il caso che Grillo, a sorpresa, vincesse le europee. L’agenda di governo dovrebbe tenerne conto…

Non è una prospettiva – anche sondaggi alla mano – che mi sembra possibile. È fantapolitica. Poi magari succede anche, eh, ma se Grillo dovesse davvero arrivare primo alle Europee provocherebbe una destabilizzazione tale sugli assetti del quadro politico italiano da andare oltre i confini dell’esecutivo. In Francia, un eventuale successo di Marine Le Pen verrebbe comunque riassorbito da un assetto istituzionale molto solido. Ecco, il nostro non lo è. Le riforme sono un work in progress e quindi l’effetto politico di uno scenario del genere – a cui io francamente non credo – sarebbe clamoroso.

 

E se non vincesse, ma si avvicinasse molto al Pd? Il cammino delle riforme subirebbero uno scossone non da poco.