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CAOS LISTE/ Mario Mauro: io fatto fuori? Ecco cos'è successo

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Mario Mauro (Infophoto)  Mario Mauro (Infophoto)

Intanto Renzi è riuscito a compiere un'operazione di chiarezza, collocando in modo netto il Pd nella famiglia dei socialisti europei. Una cosa che la dirigenza postcomunista dei D'Alema, dei Veltroni e dei Bersani non è mai riuscita a fare, continuando a vivere nell'equivoco del cattocomunismo italiano. In questo modo l'operazione di Renzi incontra la trasformazione dei socialisti europei, che da dopo l'ingresso dei paesi dell'Est si sono orientati in chiave europeista. 

Non ha proprio nulla da rimproverare ai socialisti?
Il modo che hanno di intendere l'Europa: più incline all'omologazione che all'integrazione. Un errore dal quale i popolari sono geneticamente immuni. A loro spetta di preservare e difendere tre principi fondamentali della vita dell'Unione: l'unità nella diversità, esaltando le identità nazionali e delle minoranze come fattore di integrazione. Poi la solidarietà europea e − terzo − l'economia sociale di mercato, vero cardine del meccanismo di compensazione europeo.

Cos'è la "solidarietà europea" scusi?
L'opposto del modo improvvido con cui si è risposto ai bisogni della Grecia. Ma mi lasci dire dei popolari per favore.

Prego.
Dentro la famiglia popolare oggi c'è un'ambiguità per quello che riguarda il campo italiano ed è l'atteggiamento ondivago di Forza Italia, che alterna momenti di ripensamento europeistico a momenti in cui vorrebbe anch'essa andare fuori dall'euro o comunque sperimentare strade di vecchia sovranità nazionale.

Questione di voti, no?
Berlusconi ha cercato a un certo punto di rincorrere Grillo sul terreno del populismo per contenere la sua emorragia di voti. Questo si è manifestato alle politiche, ma tornerà a manifestarsi nella campagna elettorale europea di Berlusconi che sarà fortemente eurocritica. Da parte mia, ho lavorato perché si superassero le diffidenze di tanti piccoli partiti che si ispirano al Ppe e si costruisse in Italia qualcosa di più grande.

E qui arriviamo alle liste.
Il risultato è una lista bicefala, Udc-Ncd, dove parteciperanno con i loro candidati anche i Popolari per l'Italia. Questa lista non è quella che io volevo: ciò che io volevo era un nuovo progetto, con una nuova lista, per un nuovo partito. Penso però che in questo momento ci voglia il buon senso di incoraggiare questo tentativo, favorendo la presenza a Bruxelles di giovani qualificati, capaci di un rinnovato spirito europeista.

Secondo lei i 5 capolista − Lupi, Lorenzin, Cancian, Cesa e La Via − hanno questa visione?
I grandi progetti politici si reggono sempre sul contributo e sulla generosità delle persone. La cosa più importante è misurarsi col desiderio di ciascuno dei candidati − e quindi non mi riferisco solo ai capilista − di voler essere realmente presenti a Strasburgo e di impegnarsi. 

Quindi lei ha fatto un passo indietro.


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COMMENTI
19/04/2014 - Mauro è un leader (Luigi PATRINI)

Con le sue argomentazioni espresse nell'articolo e con quello che Mauro riesce a non-dire mostra di essere un vero leader. Il tentativo, che anch'io auspicavo, di una lista unica di forze che si riconoscono nel PPE si è realizzato, ma in modo molto diverso da quanto da tanti auspicato. Sono pochi i leader del Centro-Destra che non aspirano ad annettere gli altri, piuttosto che dedicarsi alla costruzione di una realtà nuova, che dimentichi i rancori costruendo qualcosa di veramente nuovo e credibile. Ma proviamo con quel che c'è, stando molto attenti ad esprimere le preferenze, però, perché l'UDC si è staccata dal populismo berlusconiano da almeno 7-8 anni, Mauro con i suoi "Popolari" lo ha fatto in tempo utile, ma troppi del NCD hanno lasciato Silvio solo quando hanno temuto di perdere posti di potere e alcuni di loro erano anche sulle foto della nuova Forza Italia. In politica occorre stare attenti anche a queste cose! Purtroppo. Senza farsi condizionare da pregiudizi. Ma Mauro ha ragione: si candidino solo quelli che andranno davvero a Strasburgo! Chi ha altri incarichi si dimetta prima o non si candidi. La "moralità" politica è anche sentirsi "responsabili" delle responsabilità che si assumono!

 
18/04/2014 - Un po di occupazione pwer i vetrai? (mario Guereschi)

Forse il sen Mauro non sa che è quasi impossibile salire sui vetri, non si è nemmeno attaccato bene. Pretendere di insegnare cosa sia il PPE e poi fare tre partitini pieni di arrivisti mi sembra un'assurdità, la vecchia e gloriosa DC, quella si del PPE, non si divideva all'esterno, ma discutreva all'interno anche a costo di rimanere nell'angolo ed attendere tempi migliori. Il sen Mauro, tra l'altro di CL, è passato da FI/PDL con Monti, che con CL fa pugni, poi ha fatto un partitino, poi tenta di attacarsi sui vetri per mascherare delle miserie. Quanto poi all'Europa gli consiglerei di esaminare attentamente il risultato economico che questa ha creato, pensi ai poveri che aumentano anche in Germania, non al qualunqusimo euroscettico. Dare dei qualunqusiti è facile, è conciliare il pranzo con la cene che è più difficile. Vista l'intervista e la storia recentissima mi rammarico di avergli sempre dato la mia preferenza ovviamente escluso Scelta Civica, almeno un pò di dignità ...

 
18/04/2014 - Non c'è solo l'Ucraina... (Giuseppe Crippa)

Personalmente apprezzo molto la scelta di Mauro di non candidarsi perché trovo disonesto chiedere una preferenza e poi rinunciare al seggio e declinare il conseguente impegno per il quale ci si è formalmente candidati. Credo anch’io che nel nuovo parlamento europeo sia necessario un forte impegno che sarebbe bene affidare a dei giovani e non certo a politici di lungo corso (e scarsi risultati) o a personaggi dello sport e dello spettacolo e per questo valuterò con attenzione anche le candidature di Venturini, Forte e Sbaraini. Ma non lo farò soltanto relativamente ai temi di politica estera ed economica ma anche rispetto ai temi dei cosiddetti “nuovi diritti” (aborto come diritto e conseguente divieto di obiezione di coscienza, matrimoni ed adozioni gay, gestazioni in affitto ed eutanasia) dei quali Mauro (che su questi temi non mi pare si sia speso moltissimo da parlamentare europeo) qui non si occupa, spero soltanto per ragioni di spazio.

 
18/04/2014 - Euroscettici (Diego Perna)

Vorrei solo fare una precisazione sui termini euroscettici ed euroconvinti, perché scettico non é uno convinto sino in fondo che qualcosa possa o meno succedere, scettico é chi non crede sino in fondo, forse uno che non ha ancora preso posizione. Io non direi che sono un euroscettico, perché sono convintissimo ragionevolmente con i dati e ció che mi vedo intorno, che non voglio piú un' Europa come quella che esiste ora. Secondo me si deve ricominciare daccapo senza perdere tempo, e senza farci spaventare da tutti coloro che dicono che senza Europa ci aspetta la guerra tra i popoli, non più economica ma con bombe vere. Per quanto riguarda gli euroconvinti, forse come dice lui stesso, solo Mauro lo é, gli altri fanno finta per convenienza, oppure per far parte dei buoni contro i cattivi, di cui, aimhé anch' io oramai faccio parte. Con tutta la buona volontá e dialettica possibile é difficile convincere chi non ha piú un lavoro, il 13% circa della popolazione italiana, che l' Europa sia stata un bene, cosí come é stata voluta. Chi invece vive comodamente, ancora, non vede il problema, la fame degli altri é solo perché é colpa loro. Buona giornata