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CAOS LISTE/ Mario Mauro: io fatto fuori? Ecco cos'è successo

Pubblicazione:venerdì 18 aprile 2014 - Ultimo aggiornamento:venerdì 18 aprile 2014, 15.02

Mario Mauro (Infophoto) Mario Mauro (Infophoto)

Sono senatore della Repubblica, ho avuto l'onore di servire il mio paese nel governo Letta (come ministro della Difesa, ndr) e non c'è giorno che io non pensi a come facilitare il processo di integrazione europea. Martedì mattina partirò per l'Ucraina, dove terrò una serie di incontri con lo scopo di riaprire il dialogo tra la parte russofona e i militanti del partito di Yulia Tymoshenko.

Secondo il Corriere lei sarebbe rimasto fuori per non spaccare i Popolari per l'Italia, a motivo degli attriti che dividono Dellai e Oliviero da Angelino Alfano…
Queste ricostruzioni sono false, il problema vero è di decisione politica. Di che cosa ha bisogno il sistema politico italiano? Di quello che chiamiamo il Ppe in Italia. Per averlo bisogna unire, non dividere. È questa l'unica ricetta. Non dimentichiamoci che l'unica Italia che abbia mai funzionato è quella di matrice popolare. Lo stesso vale per l'Europa.

Dunque quelle che lei chiama liste bicefale sono un tentativo in questa direzione.
Sì. Un tentativo che scommette su giovani come Simone Venturini, Matteo Forte, Pietro Sbaraini. Tutti molto preparati.

Renzi e Berlusconi hanno stetto un patto per le riforme, ma su Berlusconi ora incombe il fantasma di Grillo. E Forza Italia potrebbe non essere più il secondo partito italiano. 
Non so quanto interessino davvero le riforme a chi ha fatto quel patto. Credo che Renzi e Berlusconi volessero in realtà una nuova legge elettorale, questo sì. L'Italicum serviva ad eliminare Grillo, oggi le circostanze dicono che potrebbe essere Grillo a eliminare gli altri. La domanda è: se Grillo prevalesse su Berlusconi alle europee, avrebbe ancora senso l'Italicum?

Appunto.
Per me non aveva senso neanche prima. Non bisogna mai cedere alla tentazione di usare, restringendoli, gli spazi e gli strumenti della democrazia in favore di una supposta governabilità, dando tanto potere con troppi pochi voti, e mandando a quel paese l'equilibrio tra le forze e i poteri dello stato. 

L'Italicum salta?
Lo do per scontato. 

Che ne dice di votare Grillo per far saltare l'Italicum?
Un momento, io delle idee di Grillo non ne condivido neanche una. Dico solo che proprio per questo bisognava favorire delle regole del gioco che non tendessero a isolare nessuno, perché una scelta così determina poi una controreazione da parte dei cittadini, che percepiscono quando si sta forzando la democrazia. 

Prima ha detto che quanto accade in Ucraina rischia di cambiare le nostre vite. Cosa significa?
In primo luogo, che la luce che ogni tanto qualche politico, a turno, dice di vedere in fondo al tunnel, potrebbe essere quella di una guerra. E se anche così non fosse, ci sarebbe da temere una logica del conflitto subordinata al ritorno dei nazionalismi. In secondo luogo, l'incapacità di questa Europa di concepirsi insieme. Stare insieme non basta più.

(Federico Ferraù)




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COMMENTI
19/04/2014 - Mauro è un leader (Luigi PATRINI)

Con le sue argomentazioni espresse nell'articolo e con quello che Mauro riesce a non-dire mostra di essere un vero leader. Il tentativo, che anch'io auspicavo, di una lista unica di forze che si riconoscono nel PPE si è realizzato, ma in modo molto diverso da quanto da tanti auspicato. Sono pochi i leader del Centro-Destra che non aspirano ad annettere gli altri, piuttosto che dedicarsi alla costruzione di una realtà nuova, che dimentichi i rancori costruendo qualcosa di veramente nuovo e credibile. Ma proviamo con quel che c'è, stando molto attenti ad esprimere le preferenze, però, perché l'UDC si è staccata dal populismo berlusconiano da almeno 7-8 anni, Mauro con i suoi "Popolari" lo ha fatto in tempo utile, ma troppi del NCD hanno lasciato Silvio solo quando hanno temuto di perdere posti di potere e alcuni di loro erano anche sulle foto della nuova Forza Italia. In politica occorre stare attenti anche a queste cose! Purtroppo. Senza farsi condizionare da pregiudizi. Ma Mauro ha ragione: si candidino solo quelli che andranno davvero a Strasburgo! Chi ha altri incarichi si dimetta prima o non si candidi. La "moralità" politica è anche sentirsi "responsabili" delle responsabilità che si assumono!

 
18/04/2014 - Un po di occupazione pwer i vetrai? (mario Guereschi)

Forse il sen Mauro non sa che è quasi impossibile salire sui vetri, non si è nemmeno attaccato bene. Pretendere di insegnare cosa sia il PPE e poi fare tre partitini pieni di arrivisti mi sembra un'assurdità, la vecchia e gloriosa DC, quella si del PPE, non si divideva all'esterno, ma discutreva all'interno anche a costo di rimanere nell'angolo ed attendere tempi migliori. Il sen Mauro, tra l'altro di CL, è passato da FI/PDL con Monti, che con CL fa pugni, poi ha fatto un partitino, poi tenta di attacarsi sui vetri per mascherare delle miserie. Quanto poi all'Europa gli consiglerei di esaminare attentamente il risultato economico che questa ha creato, pensi ai poveri che aumentano anche in Germania, non al qualunqusimo euroscettico. Dare dei qualunqusiti è facile, è conciliare il pranzo con la cene che è più difficile. Vista l'intervista e la storia recentissima mi rammarico di avergli sempre dato la mia preferenza ovviamente escluso Scelta Civica, almeno un pò di dignità ...

 
18/04/2014 - Non c'è solo l'Ucraina... (Giuseppe Crippa)

Personalmente apprezzo molto la scelta di Mauro di non candidarsi perché trovo disonesto chiedere una preferenza e poi rinunciare al seggio e declinare il conseguente impegno per il quale ci si è formalmente candidati. Credo anch’io che nel nuovo parlamento europeo sia necessario un forte impegno che sarebbe bene affidare a dei giovani e non certo a politici di lungo corso (e scarsi risultati) o a personaggi dello sport e dello spettacolo e per questo valuterò con attenzione anche le candidature di Venturini, Forte e Sbaraini. Ma non lo farò soltanto relativamente ai temi di politica estera ed economica ma anche rispetto ai temi dei cosiddetti “nuovi diritti” (aborto come diritto e conseguente divieto di obiezione di coscienza, matrimoni ed adozioni gay, gestazioni in affitto ed eutanasia) dei quali Mauro (che su questi temi non mi pare si sia speso moltissimo da parlamentare europeo) qui non si occupa, spero soltanto per ragioni di spazio.

 
18/04/2014 - Euroscettici (Diego Perna)

Vorrei solo fare una precisazione sui termini euroscettici ed euroconvinti, perché scettico non é uno convinto sino in fondo che qualcosa possa o meno succedere, scettico é chi non crede sino in fondo, forse uno che non ha ancora preso posizione. Io non direi che sono un euroscettico, perché sono convintissimo ragionevolmente con i dati e ció che mi vedo intorno, che non voglio piú un' Europa come quella che esiste ora. Secondo me si deve ricominciare daccapo senza perdere tempo, e senza farci spaventare da tutti coloro che dicono che senza Europa ci aspetta la guerra tra i popoli, non più economica ma con bombe vere. Per quanto riguarda gli euroconvinti, forse come dice lui stesso, solo Mauro lo é, gli altri fanno finta per convenienza, oppure per far parte dei buoni contro i cattivi, di cui, aimhé anch' io oramai faccio parte. Con tutta la buona volontá e dialettica possibile é difficile convincere chi non ha piú un lavoro, il 13% circa della popolazione italiana, che l' Europa sia stata un bene, cosí come é stata voluta. Chi invece vive comodamente, ancora, non vede il problema, la fame degli altri é solo perché é colpa loro. Buona giornata