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CAOS LISTE/ Mario Mauro: io fatto fuori? Ecco cos'è successo

Pubblicazione:venerdì 18 aprile 2014 - Ultimo aggiornamento:venerdì 18 aprile 2014, 15.02

Mario Mauro (Infophoto) Mario Mauro (Infophoto)

Chi poteva aspettarselo che Mario Mauro, fondatore dei Popolari per l'Italia, rimanesse fuori. Mentre Maurizio Lupi, anche lui di Cl come Mauro, era capolista. Un benservito a un ex compagno di partito, oltre che a uno scomodo rivale, in termini di voti si intende, che poi in politica sono i soli che contano? Al minimo dubbio - si dice - non ci sono dubbi. E così è stato fino a quando, nel pomeriggio di ieri, lo stesso Lupi ha dichiarato all'Adnkronos che "con Mario Mauro non c'è alcuna divisione. Lo dimostra anche il fatto che l'area popolare ha suoi candidati nelle liste per le europee. Lui stesso ha assunto il coordinamento di questo progetto, preferendo un compito di questo tipo ad una candidatura".

Mario Mauro, perché il più europeista di tutti è rimasto fuori?
Andiamo con ordine. Ci sono le elezioni europee e saranno un referendum sull'Europa e sul progetto di integrazione europea. Negli ultimi 15 anni l'opinione pubblica ha ampiamente sottovalutato la rilevanza di questo processo, facendosi fortemente condizionare da un orientamento mediatico che troppo spesso sottolinea solo ciò che avviene sotto gli occhi di casa nostra. Col risultato di non capire come quello che sta accadendo in Ucraina potrebbe cambiare la nostra vita per sempre. 

Senatore, non può partire da 15 anni fa.
Mi lasci parlare. I meccanismi farraginosi dell'Unione hanno prestato il destro allo scaricabarile degli stati membri. Accusano l'Europa, ma sono essi stessi ad averne causato le contraddizioni, insistendo a non cedere la sovranità necessaria per promuovere ciò che veramente serve: la politica estera, la politica di difesa, e quella a sostegno dell'unione monetaria. 

Allora chi c'è in campo in questo referendum?
Da un lato coloro che intravedono la possibilità di fare un grande bottino elettorale. Sono gli euroscettici. Se ci si pensa bene, non hanno grandi idee, che per di più sono formulate in modo dozzinale, comprese le critiche all'euro. Ma il vero problema non sono loro.

E chi se no?
Quelli che si dicono euroconvinti. I quali si stanno comportando in realtà da eurocretini. Perché se tu dici di credere all'Europa unita ma non ci credi fino in fondo, poni tu stesso in essere le contraddizioni che faranno implodere il sistema. Se nel progetto europeo c'è un principio che mira a moltiplicare il benessere della gente basandosi sulla creazione del mercato unico, porre continuamente paletti a destra e a manca ha il solo esito di non far funzionare le cose come dovrebbero. 

Ci faccia un altro esempio.
L'Ue ha avuto la forza di abolire le frontiere e le dogane al proprio interno ma, cosa strana, ritiene che le frontiere all'esterno dell'Unione debbano essere ancora responsabilità degli stati nazionali. Questo fa sì che il flusso migratorio che proviene dal sud del mondo si riversi non sulle spalle robuste di 28 paesi, ma sulle spalle fragili di alcuni singoli stati.

Ma qual è il riflesso degli euroscettici e degli euroconvinti nella politica italiana?


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COMMENTI
19/04/2014 - Mauro è un leader (Luigi PATRINI)

Con le sue argomentazioni espresse nell'articolo e con quello che Mauro riesce a non-dire mostra di essere un vero leader. Il tentativo, che anch'io auspicavo, di una lista unica di forze che si riconoscono nel PPE si è realizzato, ma in modo molto diverso da quanto da tanti auspicato. Sono pochi i leader del Centro-Destra che non aspirano ad annettere gli altri, piuttosto che dedicarsi alla costruzione di una realtà nuova, che dimentichi i rancori costruendo qualcosa di veramente nuovo e credibile. Ma proviamo con quel che c'è, stando molto attenti ad esprimere le preferenze, però, perché l'UDC si è staccata dal populismo berlusconiano da almeno 7-8 anni, Mauro con i suoi "Popolari" lo ha fatto in tempo utile, ma troppi del NCD hanno lasciato Silvio solo quando hanno temuto di perdere posti di potere e alcuni di loro erano anche sulle foto della nuova Forza Italia. In politica occorre stare attenti anche a queste cose! Purtroppo. Senza farsi condizionare da pregiudizi. Ma Mauro ha ragione: si candidino solo quelli che andranno davvero a Strasburgo! Chi ha altri incarichi si dimetta prima o non si candidi. La "moralità" politica è anche sentirsi "responsabili" delle responsabilità che si assumono!

 
18/04/2014 - Un po di occupazione pwer i vetrai? (mario Guereschi)

Forse il sen Mauro non sa che è quasi impossibile salire sui vetri, non si è nemmeno attaccato bene. Pretendere di insegnare cosa sia il PPE e poi fare tre partitini pieni di arrivisti mi sembra un'assurdità, la vecchia e gloriosa DC, quella si del PPE, non si divideva all'esterno, ma discutreva all'interno anche a costo di rimanere nell'angolo ed attendere tempi migliori. Il sen Mauro, tra l'altro di CL, è passato da FI/PDL con Monti, che con CL fa pugni, poi ha fatto un partitino, poi tenta di attacarsi sui vetri per mascherare delle miserie. Quanto poi all'Europa gli consiglerei di esaminare attentamente il risultato economico che questa ha creato, pensi ai poveri che aumentano anche in Germania, non al qualunqusimo euroscettico. Dare dei qualunqusiti è facile, è conciliare il pranzo con la cene che è più difficile. Vista l'intervista e la storia recentissima mi rammarico di avergli sempre dato la mia preferenza ovviamente escluso Scelta Civica, almeno un pò di dignità ...

 
18/04/2014 - Non c'è solo l'Ucraina... (Giuseppe Crippa)

Personalmente apprezzo molto la scelta di Mauro di non candidarsi perché trovo disonesto chiedere una preferenza e poi rinunciare al seggio e declinare il conseguente impegno per il quale ci si è formalmente candidati. Credo anch’io che nel nuovo parlamento europeo sia necessario un forte impegno che sarebbe bene affidare a dei giovani e non certo a politici di lungo corso (e scarsi risultati) o a personaggi dello sport e dello spettacolo e per questo valuterò con attenzione anche le candidature di Venturini, Forte e Sbaraini. Ma non lo farò soltanto relativamente ai temi di politica estera ed economica ma anche rispetto ai temi dei cosiddetti “nuovi diritti” (aborto come diritto e conseguente divieto di obiezione di coscienza, matrimoni ed adozioni gay, gestazioni in affitto ed eutanasia) dei quali Mauro (che su questi temi non mi pare si sia speso moltissimo da parlamentare europeo) qui non si occupa, spero soltanto per ragioni di spazio.

 
18/04/2014 - Euroscettici (Diego Perna)

Vorrei solo fare una precisazione sui termini euroscettici ed euroconvinti, perché scettico non é uno convinto sino in fondo che qualcosa possa o meno succedere, scettico é chi non crede sino in fondo, forse uno che non ha ancora preso posizione. Io non direi che sono un euroscettico, perché sono convintissimo ragionevolmente con i dati e ció che mi vedo intorno, che non voglio piú un' Europa come quella che esiste ora. Secondo me si deve ricominciare daccapo senza perdere tempo, e senza farci spaventare da tutti coloro che dicono che senza Europa ci aspetta la guerra tra i popoli, non più economica ma con bombe vere. Per quanto riguarda gli euroconvinti, forse come dice lui stesso, solo Mauro lo é, gli altri fanno finta per convenienza, oppure per far parte dei buoni contro i cattivi, di cui, aimhé anch' io oramai faccio parte. Con tutta la buona volontá e dialettica possibile é difficile convincere chi non ha piú un lavoro, il 13% circa della popolazione italiana, che l' Europa sia stata un bene, cosí come é stata voluta. Chi invece vive comodamente, ancora, non vede il problema, la fame degli altri é solo perché é colpa loro. Buona giornata