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Politica

NUOVO SENATO/ Sisto (FI): Italicum e 21 nominati, ecco le nostre condizioni

Silvio Berlusconi (Infophoto)Silvio Berlusconi (Infophoto)

Prevedere le cose è sempre difficile. Fino ad oggi ha tenuto: è un buon auspicio.

 

Renzi si è detto ottimista circa il patto stretto con Berlusconi e ha lanciato una frecciatina: “Vediamo chi è riformista solo a parole e chi lo è anche con il voto”. A chi è rivolta?

Io penso che si rivolta al suo stesso partito e a un po’ tutti quelli che predicano bene e razzolano male. Noi, dalla nostra, abbiamo predicato bene e mai razzolato male…

 

Si parla di un nuovo incontro Renzi-Berlusconi? Il vostro leader vuole rassicurazioni?

Nel caso, ben venga un nuovo faccia a faccia, ma non mi sembra che sia decisivo per il prosieguo del cammino delle riforme.

 

Tornando alle parole di Brunetta, il capogruppo FI alla Camera ha detto, in sostanza, che il premier è un demagogo e un populista. Come commenta quest’uscita?

 A volte si cercano queste formule che catturino l’attenzione di chi legge. Indubbiamente Renzi, fino a oggi, è stato più slogan che fatti. È una diagnosi fin troppo facile da fare: grande comunicazione, ma poca sostanza. Se alle frasi a effetto non dovessero seguire fatti concreti, nel ruolo di opposizione responsabile è nostro compito e dovere fargli notare i difetti tra comunicare e realizzare.

 

La vostra alleanza è costruita sulla legge elettorale e le riforme costituzionali, alle quali – con Forza Italia contraria – l’Italicum è stato subordinato.

 Noi non siamo favorevoli a quest’impostazione dell’iter. Noi sosteniamo che l’Italicum dovrebbe essere votato prima per dare al Paese – come imposta dalla Corte Costituzionale – una legge elettorale. Gli italiani ne hanno diritto: posporla a riforme difficili come quella del Senato e del Titolo V potrebbe renderla lontano parente delle stesse.

 

Parafrasando lo stesso Renzi, si sente di dire “Matteo stai sereno?”

Io gli dico proprio il contrario. Il presidente del consiglio non può certo esserlo; deve essere attento a tutti i temi. Sia chiaro: noi non daremo alcuna tregua a chi non dovesse operare nell’interesse del Paese. Non faremo sconti, che si chiami Renzi o in un altro modo. Se il governo (a cui noi facciamo opposizione) non si comporta in maniera coerente saremo spietati.

 

(Fabio Franchini)

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