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Politica

SCENARIO/ Violante: le europee, una spada di Damocle su Renzi e Berlusconi

Luciano Violante (Infophoto)Luciano Violante (Infophoto)

Mi auguro che sia così, ma dipenderà anche da quale sarà l’esito della campagna elettorale. Dopo il 25 maggio si ridisegna la geografia politica; le Europee si basano sul sistema proporzionale e quindi ciascuna forza misurerà il proprio peso effettivo nella società.

 

Il patto dopo il voto sarà rinegoziato?

E’ un’ipotesi che si concretizzerebbe se cambiassero radicalmente gli equilibri tra Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Pd. Oggi il partito di centrosinistra è un po’ più forte e gli altri due più o meno si equivalgono. Se i rapporti resteranno questi non cambierà granché, se invece cambieranno radicalmente sarà inevitabile avere una fase di ridiscussione.

 

Un Pd più forte da un punto di vista elettorale chiederà di più?

Un Pd con un maggiore consenso elettorale avrà più forza nel portare avanti il suo progetto. Anche se una Forza Italia più debole potrebbe a sua volta diventare un ostacolo. Il rischio è costituito dalle difficoltà di Forza Italia. Se Berlusconi dovesse ritenere che il patto con il Pd lo indebolisce da un punto di vista elettorale, potrebbe essere tentato di farlo saltare.

 

Su quali punti potrebbe essere rinegoziato il patto?

Ci sono due questioni ancora da affrontare. In primo luogo la legge elettorale, che è da rivedere, e poi tutta la questione della forma di governo. Nell’attuale fase delle riforme, la stabilità del governo è affidata soltanto al premio di maggioranza. Occorrerebbe invece introdurre altre garanzie, come la sfiducia costruttiva, la possibilità della fiducia al solo presidente del Consiglio, la possibilità per il premier di nominare e revocare l’incarico ai singoli ministri. A ciò aggiungerei la possibilità per il presidente del Consiglio di chiedere lo scioglimento della Camera dei deputati, e di ottenerlo se quest’ultima non riesce a esprimere un nuovo governo entro un breve termine. Occorre consolidare costituzionalmente le maggioranze di governo; i numeri da soli possono non bastare, come dimostrano nostre recenti esperienze.

 

(Pietro Vernizzi)

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