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Politica

SCENARIO/ Violante: le europee, una spada di Damocle su Renzi e Berlusconi

Duello tra Forza Italia e maggioranza di governo sulla riforma del Senato. E le prossime elezioni europee, secondo LUCIANO VIOLANTE, potrebbero rideterminare gli equilibri e cambiare tutto

Luciano Violante (Infophoto)Luciano Violante (Infophoto)

Duello tra Forza Italia e maggioranza di governo sulla riforma del Senato. Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e vicepresidente di Palazzo Madama, si è detto favorevole a valutare una modifica al decreto Renzi-Boschi sulle riforme istituzionali reintroducendo il Senato elettivo, come previsto anche dal ddl Chiti. A rincarare la dose è stato il presidente dei senatori di FI, Paolo Romani, secondo cui sul Senato elettivo “è d’accordo buona parte dei gruppi in commissione, anzi c’è la maggioranza sia in commissione sia in aula”. La ciliegia sulla torta è stata messa da Berlusconi, per il quale la riforma del Seanto di Renzi così non è votabile. Luciano Violante, ex presidente della Camera, spiega invece di essere favorevole a un’elezione di secondo grado, con i consiglieri regionali che eleggono a loro volta i senatori.

Violante, da dove nasce questa sua posizione?

L’obiettivo comune a tutti è superare il bicameralismo paritario e quindi lasciare alla sola Camera il voto di fiducia e il voto sulla maggior parte delle leggi. Ma se ci fosse un’elezione diretta dei senatori, espressione della sovranità popolare, è inevitabile che i senatori mantengano gli attuali poteri, visto che non cambierebbe il sistema di elezione. Quindi, a mio avviso, se si vuole superare l’attuale bicameralismo bisogna superare l’attuale sistema di elezione diretta.

Quindi su questo punto lei è d’accordo con Renzi?

Sì; ma è una tesi che non nasce oggi; nasce in Italia alcuni decenni fa ed è stata sempre sostenuta dal Pd.

Lei quale ruolo vede per il nuovo Senato?

Di fronte a una Camera eletta con un superpremio di maggioranza, Palazzo Madama deve essere un luogo che dà equilibrio al sistema. Questo bilanciamento è possibile se i senatori hanno una diversa rappresentatività rispetto ai deputati, legata alle Regioni e ai comuni. Dovrebbe poi riflettersi su qualche intelligente proposta di mediazione.

Quale?

Il senatore Russo propone che i senatori siano consiglieri regionali con il doppio incarico. Sarebbero votati all’atto della elezione del consiglio regionale, sarebbero contemporaneamente componenti del consiglio regionale e del Senato. Naturalmente non dovrebbe aumentare il numero complessivo dei consiglieri di ciascuna regione. Come tutte le soluzioni di compromesso, non è lineare. Ma può aiutare a trovare una via d’uscita.

Lei quale soluzione propone?

Preferisco la soluzione dell’elezione diretta di secondo grado, con i consiglieri regionali eletti dai cittadini che eleggono a loro volta i senatori.

Ritiene che il patto tra Berlusconi e Renzi sia stato rotto?

Tutti i patti politici, quando si entra in campagna elettorale, sono soggetti a fibrillazione. A un mese dal voto ciascuno cerca di incamerare il massimo dell’utilità possibile; le fibrillazioni quindi non mi preoccupano, anche se mi auguro che non comportino il fallimento del progetto di riforma.

Passate le elezioni il patto durerà?