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RUMORS/ Pascale e Rossi foglie di fico, è Fitto il vero "delfino" di Berlusconi

Pubblicazione:domenica 27 aprile 2014

Raffaele Fitto (Infophoto) Raffaele Fitto (Infophoto)

Fitto fino a oggi ha dimostrato di essere un fedelissimo di Cavaliere in tanti anni di militanza e di forte sostegno del suo territorio.

 

Fitto sta cercando di prendere il posto che aveva Alfano prima di rompere con il Cavaliere?

E’ normale nell’ambito non solo di un partito ma anche di un gruppo umano aspirare ad avere delle posizioni di rilievo. Raffaele Fitto per il suo passato ha le carte in regola per aspirare a questo ruolo, poi dato che non è l’unico, non so se otterrà questo ruolo un po’ speciale.

 

Oggi Forza Italia presenterà il suo programma per le Europee. Chiederete l’uscita dall’euro?

Nel nostro programma non c’è l’uscita dell’Italia dall’euro, ma ci sarà la richiesta di un radicale cambiamento della politica dell’Ue che è fortemente negativa perché ha causato una stagnazione in tutto il continente.

 

Il Cavaliere va ai servizi sociali. Lei che cosa vede per il dopo-Berlusconi?

Ci penseremo quando sarà il momento, per ora Berlusconi è ancora il leader in grado di fare una campagna elettorale. Per il dopo ci pensiamo, ma ci sono molte personalità in Forza Italia in grado di garantire il nostro futuro.

 

I duri e puri in Forza Italia ci sono ancora?

Quasi tutti ritengono di essere duri e puri su determinate posizioni. Non credo che tutti abbiamo la stessa idea su ciò che significhi essere duri e puri, anche se ci sono diverse persone che cercano di essere coerenti. Non sempre si è tutti d’accordo, ma siamo sempre riusciti a trovare una sintesi.

 

Lei è in Forza Italia dal 1996. Non crede che in 20 anni si sia trasformata da casa dei moderati in un partito di destra e di opposizione dura?

No. Oggi Forza Italia è più che mai il punto di riferimento dei moderati, puntando ogni volta a trovare la soluzione migliore anziché a scelte dettate dalla rabbia. Nello stesso tempo però non ci adagiamo a lasciare che le cose continuino ad andare come stanno andando perché c’è parecchio da cambiare.

 

(Pietro Vernizzi)



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