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MAURIZIO LUPI/ Ecco perché mi candido alle elezioni europee

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Maurizio Lupi (Infophoto)  Maurizio Lupi (Infophoto)

responsabilità, e innanzitutto sulla responsabilità personale.

Abbiamo oggi la possibilità di rinnovare l’esperienza dei padri fondatori dell’Europa, che dopo la guerra ritrovano nell’interesse comune – la pace come condizione per la difesa delle dignità della persona, e insieme condizione dello sviluppo e della ripresa – le ragioni per ripartire.
La pace non è conquistata una volta per tutte: oggi alle armi abbiamo sostituito le lotte economiche, ma non illudiamoci che la guerra sia un’esperienza definitivamente alle nostre spalle; quanto sta succedendo in Ucraina ce lo dimostra. Solo una nuova Europa, forte e solidale, sarà capace di sostenere la società civile che ha così coraggiosamente manifestato in piazza Maidan a Kiev.

Muoviamoci! Insieme.
Perché non c’è altra alternativa. La storia europea ce lo insegna. L’abbiamo visto anche nel 1989, nella testimonianza di Vaclav Havel in Cecoslovacchia, che parlò del “potere dei senza potere”. Uomini come lui o come Lech Walesa hanno mostrato che il protagonista del cambiamento della storia è l’io, il singolo uomo che decide di dire basta alla menzogna e di non rinunciare alla verità. Così un elettricista polacco ha creato un movimento di uomini e di donne che ha fatto venire giù il muro.

Io ho accettato di guidare la lista del Nuovo Centrodestra perché siamo in un momento storico in cui tutti devono giocarsi tutto: per una nuova Italia e per un’Europa dei popoli.
Chi fa politica per passione al bene comune deve testimoniarlo, è l’unico modo per non lasciare campo aperto a chi si muove solo per calcolo, sfruttando la rabbia della gente.

Il primo risultato utile sarà se in Europa avranno più spazio i partiti che in Italia hanno cercato di cambiare la situazione oppure se vincerà il populismo pessimista di Grillo e l’anti-europeismo di bassa lega. Il primo test che qualcosa è scattato non è se a Strasburgo andrò io o qualche altro candidato, ma se a vincere sarà la responsabilità o lo sfascismo.
In una situazione simile chiunque ha qualcosa da dare deve mettersi in gioco.


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COMMENTI
28/04/2014 - I Have a dream :Don Abbondio europarlamentare (Santino Camonita)

Egregio Sig. Ministro non la capisco proprio. Ma perchè continuate a prendere in giro gli italiani sperando che anche stavolta abbocchino all' esca, citando magari Havel e Walesa! Le ragioni della sua candidatura sono aria fritta: slogan e parole trite e ritrite. Provi a riprendere un volantino di Movimento Popolare, per intenderci, ai tempi in cui si candidava Formigoni per il parlamento europeo , troverà scritte esattamente le stesse cose di cui lei parla!! Lo dica chiaramente: se viene eletto, si dimette da ministro e inizierà a lottare per far si che l' Europa sia più " forte e solidale" altrimenti, vorrà dire che nemmeno lei crede a tutte le belle parole dell' articolo. Ma sembra che ormai la chiarezza in politica sia diventata un lusso che nessun politico si può permettere, e poi vi lamentate se la gente vota Grillo. Speravo che il NCD avesse più coraggio anche nelle candidature europee ma, come si usa dire “Il coraggio, uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare”. Mi spiace ma non la voterò.

 
28/04/2014 - In mezzo ad un branco di lupi... (claudia mazzola)

Io invece lo voto!

 
28/04/2014 - I conti non tornano (Daniele Scrignaro)

Quindi, nel caso, si dimetterebbe dall'incarico di ministro? Perché, ammesso e non concesso, che quello di ministro sia un lavoro part time, di sicuro l'impresa e gli intenti descritti per la presenza in Europa mi appaiono a tempo pieno e oltre. I conti non tornano (per usare un eufenismo).

 
28/04/2014 - Candidatura di bandiera (Giuseppe Crippa)

Quanto danno i bookmakers la possibilità che Lupi, una volta eletto parlamentare europeo, si dimetta da deputato e da ministro per lavorare a Bruxelles? 100 a 1? Francamente le cosiddette candidature di bandiera hanno stufato da tempo ed ora non servono ad altro che a portare voti al M5S. Grazie ministro, ma non me la sento di accompagnarLa (a meno che non mi faccia vincere la scommessa…)