BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CARCERI/ Manconi (Pd): l'appello del Papa e di Napolitano? Renzi è contro

Pubblicazione:martedì 29 aprile 2014

Infophoto Infophoto

Perché sulle carceri Renzi non si muove? Luigi Manconi, giornalista e deputato del Pd, esperto di questione carceraria, una spiegazione ce l'ha.
Tutto è nuovamente partito da Napolitano: il destro gli è stato offerto dalla telefonata di papa Francesco a Pannella, in sciopero della sete per protestare contro le condizioni dei detenuti nelle nostre carceri. "È ora - a distanza di oltre sei mesi dal messaggio da me rivolto al Parlamento a questo proposito - di fare il punto sulle misure adottate e da adottare, anche in ossequio alla nota sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo". La Corte di Strasburgo, nella sentenza Torregiani dell'8 gennaio 2013, aveva stigmatizzato il malfunzionamento cronico del nostro sistema carcerario, dando tempo all'Italia fino al 28 maggio per prendere misure efficaci, pena il pagamento di sanzioni pesantissime.
L'intervento di Napolitano risponde così anche alle istanze contenute nell'appello sottoscritto da tutti i soggetti sociali che operano nel mondo del carcere e che in questi giorni continua a raccogliere adesioni. Manconi è anche tra i promotori dell'appello.

Onorevole Manconi, partiamo dal comunicato del presidente Napolitano.
Il presidente mostra tutta la sua malinconica determinazione… Dico così così perché il comunicato di domenica è davvero il segno della sua volontà di sfidare l'indifferenza, per non dire l'ottusità, della classe politica. Quasi una sorta di spes contra spem. Rendiamoci conto: il Quirinale fa una nota per dire che il capo dello Stato ha ringraziato papa Francesco che ha telefonato a Marco Pannella. È la rappresentazione plastica di una speranza disperata, oserei dire…

Contro che cosa?
Contro le resistenze, le ipocrisie, i tabù che sembrano dominare il problema. Colpisce il fatto che il capo dello Stato, il capo della Chiesa cattolica e un leader politico 84enne, rappresentante a tutt'oggi del partito più vecchio che ci sia in Italia perché tutti gli altri hanno nel frattempo cambiato nome e natura, assumano la difesa di un diritto fondamentale come la dignità dell'uomo anche in condizione di privazione della libertà. 

Lei è un sostenitore dell'indulto. Perché? 
Serve una misura straordinaria, che operi nell'immediato per tamponare l'emergenza. Il sistema penitenziario è un "corpaccione" affetto da una febbre altissima, per curare il quale non funzionano le terapie ordinarie. Va abbassata drasticamente la temperatura con una misura straordinaria, come sono amnistia e indulto. Quando la febbre sarà calata drasticamente, a quel punto le terapie ordinarie di lungo periodo potranno funzionare.

Come spiega che il ministro Orlando sia irremovibile e difenda una linea contraria all'amnistia e all'indulto?
Guardi, io penso che Orlando sia vittima di una situazione. Arrivo a ipotizzare che la sua soggettiva volontà sia diversa, ma questa, ripeto, è solo un'ipotesi…

Sta dicendo che il governo è spaccato?


  PAG. SUCC. >