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RIFORMA SENATO/ Vaccaro (Pd): partito spaccato, bozza Russo "barocca"

Pubblicazione:martedì 29 aprile 2014

Foto Inphofoto Foto Inphofoto

L’accordo alla fine si troverà. In primo luogo per trovare un’intesa, noi come Pd dobbiamo poter definire una proposta che ci veda compatti. Nella realtà non è così, e quindi stiamo correndo il rischio di intenderci con i nostri competitori prima di esserci chiariti nel partito. Tutto questo espone l’accordo alle tensioni che stiamo conoscendo e registrando.

 

Il dibattito sul Senato quali conseguenze può avere a livello politico e sull’Italicum?

Si tratta di un rischio sistemico, se non passa la riforma del Senato non passerà neanche l’Italicum.

 

Lei che cosa ne pensa della nuova legge elettorale?

Noi dobbiamo prima completare la riforma del Senato e poi approvare l’Italicum. Se non si riesce a fare bene il primo passaggio, non si riuscirà nemmeno a fare il secondo. Non c’è nessuna alternativa possibile.

 

Che cosa sta a cuore al capo dello Stato in questo momento?

Che si chiuda un processo troppe volte annunciato, promesso e mai realizzato, con una riforma dell’impianto istituzionale, l’uscita dall’empasse sulla legge elettorale causato dalla sentenza della Corte costituzionale, e il superamento del bicameralismo perfetto.

 

Qual è il senso dell’incontro tra Renzi e Letta di alcuni giorni fa?

Il presidente del Consiglio incontra numerosi leader politici, e mi sembra giusto che ogni tanto senta colui che lo ha preceduto su qualche dossier avviato o per qualche scambio di opinioni sulle decisioni da prendere. Mi sembra molto saggio, responsabile e opportuno.

 

Che cosa si sono detti il premier e il suo predecessore?

Difficile dirlo senza la sfera di cristallo.

 

Renzi sta cercando di assicurarsi l’appoggio dei lettiani?

Non c’è nessuna valutazione complessiva di questo tipo. C’è un governo da sostenere, un primo ministro che è anche segretario del partito, che va aiutato a fare ciò che ha promesso. E’ una responsabilità che si può trasformare anche in correzione, nel senso etimologico del termine.

 

(Pietro Vernizzi)



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