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RIFORMA SENATO/ Vaccaro (Pd): partito spaccato, bozza Russo "barocca"

Pubblicazione:martedì 29 aprile 2014

Foto Inphofoto Foto Inphofoto

Partiti al lavoro per trovare una sintesi comune sulla riforma del Senato. L’intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha tentato un’opera di persuasione sia nei confronti dei senatori dissidenti sia dei parlamentari renziani per convincere entrambi ad abbandonare la linea dura. La mediazione sembra basarsi sull’elezione indiretta e su un numero inferiore di sindaci e di membri indicati dal presidente della Repubblica. Per Guglielmo Vaccaro, onorevole del Pd di area lettiana, “il problema è che non è stata ancora definita una linea chiara nel partito. E’ a questo livello che va trovata un’intesa, prima di cercare un accordo bipartisan con Forza Italia”.

 

Come si possono superare le divisioni nel Pd sulla riforma del Senato?

Dibattendone, parlando, approfondendo, prendendoci ancora qualche giorno per approfondire la questione all’interno del partito. Non si può lasciare tutto alle commissioni, che sono momenti di rappresentazione ufficiale di una linea che deve essere già stata definita nel corso di occasioni informali.

 

Il senatore Francesco Russo ha presentato una proposta che si basa sulle elezioni di secondo livello. Lei che cosa ne pensa?

La ritengo una costruzione un po’ barocca. O c’è un’elezione di secondo livello pura, per cui i consiglieri regionali poi esprimono la delegazione in Senato, o non condivido l’idea di un sistema misto. Sono per semplificare, aggiungere un altro sistema di selezione dà valore alla fantasia procedurale italiana, ma io vorrei ridurre tutto a un unicum anziché complicare.

 

Lei che cosa propone per quanto riguarda la riforma del Senato?

Se ci convinciamo che non si deve eleggere il Senato con il voto popolare, bisogna chiedere ai vari livelli che devono essere rappresentati nel Senato delle autonomie di inviare delle rappresentanze.

 

Ritiene possibile un accordo con Forza Italia?


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