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Politica

SCENARIO/ Folli: Napolitano, scacco a Renzi

Il Quirinale visto dalla Consulta (Infophoto)Il Quirinale visto dalla Consulta (Infophoto)

Anche qui dipenderà tanto dal 25 maggio. Renzi è destinato ad avere un risultato soddisfacente, ma il punto vero sarà conoscere la reale distanza tra Il Pd e il Movimento 5 stelle, la cui dimensione elettorale è indecifrabile. Se Grillo si dovesse avvicinare (e molto) ai democratici suonerebbe molto forte un campanello d’allarme. Parallelamente, bisogna vedere dove si attesterà Forza Italia; non dimentichiamoci che tutta questa impalcatura era stata concepita per avere due poli: centro-destra e centro-sinistra. Se i pentastellati diventassero la seconda forza cambierebbero le regole del gioco.

 

Gli animi della minoranza Pd rimangono comunque accesi e di mal di pancia non si placano?

Ma non è questione di mal di pancia. Si sta facendo un progetto molto ambizioso e delicato quale la riforma della Costituzione; è un qualcosa che non si può affrontare a colpi di talk show televisivi. Il tutto, poi, poggia su una situazione economica molto difficile in cui il governo sta prendendo misure non semplici, e (come se non bastasse) in tempo di campagna elettorale. È questione che c’è un partito – che ambisce a essere maggioranza – che è arrivato a questi appuntamenti subendo passaggi interni duri e travagliati (l’avvento di Renzi e il cambio di governo) che creano traumi politici. Ripeto: gli assetti si devono consolidare e il risultato elettorale avrà un effetto determinante sui dem (e su tutte le altre compagini).

 

Renzi come ha gestito la spaccatura?

Molto male all’inizio, e bene da quando il presidente della Repubblica l’ha chiamato e in maniera discreta – ma chiara – gli ha indicato una strada diversa da percorrere, ossia quella della mediazione.

 

Precedentemente aveva mezzo minacciato le elezioni anticipate. È stato bluff?  E se non lo fosse… con che legge?

Se non passa la riforma del Senato viene meno tutta la sua strategia: sarebbe un fallimento politico clamoroso. Ma queste frasi al condizionale non vanno prese sul serio. Son cose che si dicono…

 

Torniamo a Giorgio Napolitano, che torna di nuovo protagonista della partita riforme con queste consultazioni. Qual è il suo scopo e verso dove sta traghettando le riforme?

Il capo dello Stato ha svolto per anni un ruolo di equilibrio e garanzia del sistema.  Questo era più evidente quando c’erano i governi tecnici, mentre con l’esecutivo politico di Matteo Renzi era sembrato oscurarsi questa compito di baricentro del Quirinale. Adesso, invece, si vede bene come il nostro sistema istituzionale abbia bisogno di questa funzione bilanciante. Ciò non significa cambiare la natura del governo – che resta quello che è, fortemente politico e con un premier di totale personalità –, però si è dimostrato che la mediazione si svolge meglio a livello istituzionale. Si tratta di un aspetto su cui riflettere in ottica futura di rapporti tra Colle e potere esecutivo.

 

Grillo e Berlusconi lo attaccano sempre di più e sempre più frontalmente. Perché? Pensano che si stia indebolendo e cercando di dargli il colpo di grazia?