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Politica

SCENARIO/ Tribunale ed europee, la roulette russa di Berlusconi e Renzi

Il Quirinale visto dalla Consulta (Infophoto)Il Quirinale visto dalla Consulta (Infophoto)

Ci saranno urla e strepiti da parte di Forza Italia, proteste, indignazione, sdegno e quant'altro, ma per Berlusconi sarà l'inizio di una detenzione e dunque l'impossibilità di fare politica.

 

Forza Italia è già in confusione. Senza Berlusconi salterà in aria?

È già orfana del suo unico leader. Nel frattempo il partito, anche per colpa di Berlusconi, non ha un'alternativa.

 

Il tutto può incidere sugli equilibri di governo e soprattutto sul cammino delle riforme. FI è necessaria a Palazzo Madama dove i numeri sono quanto mai risicati soprattutto in ottica riforma del Senato.

È molto semplice: le elezioni europee ormai sono vicinissime e in questo tempo che ci separa non credo che si possano fare grandi cose. È evidente che un risultato positivo e importante di Forza Italia sul 23-25% – cosa che ritengo improbabile – costringerebbe Renzi a doverne tenere conto; il peso dei forzisti aumenterebbe e con esso anche la loro capacità di condizionare le scelte di governo, ricattando politicamente l'esecutivo. Berlusconi non sarebbe nuovo a questi ripensamenti.

 

E nel caso in cui fosse negativo?

Se il risultato fosse deludente, con una perdita sostanziale di voti, il partito entrerebbe in una crisi profonda e lì sarebbe per loro conveniente non agitarsi troppo, cosa che potrebbe far perdere loro anche quel ruolo di condizionamento che possono esercitare sul governo. Insomma: se Berlusconi vince rilancia, ma se perde si rassegna.

 

In ottica Senato, quanto sono pericolose le trappole della minoranza Pd? Diversi i ddl presentati…

Anche questo dipende dal risultato elettorale; se Renzi vince, e bene, le europee con il 30% o più, diventa definitivamente il padrone del Pd; l'opposizione interna dovrebbe fare i conti con uno che ha vinto le elezioni. Se poi, invece, l'esito dovesse essere al di sotto delle attese è chiaro che la minoranza potrebbe ringalluzzirsi e sbattere i pugni sul tavolo. E lì sarebbero guai per Renzi.

 

Qual è la stabilità reale dell'esecutivo?

Renzi ha una popolarità molto forte tra i cittadini; si dà molto da fare, è vivace e promette tante cose: finché si promette si ha sempre molto consenso. È giovane, non ha scheletri nell'armadio e si sta anche muovendo piuttosto bene. In parlamento, per il discorso di prima, l'equilibrio cambia: il premier ha sì il controllo del partito, ma deve stare attento agli agguati dei gruppi parlamentari, che soprattutto al Senato posso giocargli brutti scherzi. Ma ripeto, allo stesso tempo la minoranza mettendo i bastoni tra le ruote di Renzi corre il rischio di essere poi sconfessata nelle urne elettorali.

 

(Fabio Franchini)

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