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LETTERA/ Italicum e Senato, ecco perché la svolta di Renzi fa paura

Pubblicazione:domenica 6 aprile 2014 - Ultimo aggiornamento:domenica 6 aprile 2014, 15.42

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Le crisi di governo? Precipitano nei partiti, compresa quella del febbraio 2014, non in Parlamento. Il quale fa da notaio, perché non rappresenta i cittadini: è il Parlamento dei partiti. I partiti sono associazioni private, previste dall’art. 49 della Costituzione, che tuttavia esercitano un enorme e incontrollato potere pubblico – anche ora che hanno solo il 3 per cento di gradimento! – senza essere mai stati regolati da una legge. Non si vede perché potessero e possano farla, come auspica giustamente Magatti, visto che si trattava per loro di suicidio assistitito da se stessi. E i famosi elettori? Sono confinati dentro lo steccato della rappresentanza, sia essa costruita con il metodo proporzionale, con il Mattarellum, con il Porcellum. Sui governi non possono minimamente incidere.

L’impotenza dei cittadini-elettori, la debolezza strutturale e l’inconcludenza dei governi, l’onnipotenza dei partiti hanno prodotto l’astensionismo, la sfiducia e quel complesso di fenomeni che sono impropriamente definiti come populismo. Il Mattarellum ha dato potere all’elettore di scegliersi il deputato, pur conservando ai partiti un grande margine, ma non ha tolto gli elettori dal recinto della sola rappresentanza. Una volta in Parlamento, il deputato ricade sotto il controllo totale dei partiti, i quali decidono i governi e le loro crisi. Riformare il sistema elettorale, senza cambiare quello istituzionale ha finito per trattenerci sempre nella prima Repubblica, benché battezzata “seconda”, secondo il classico metodo: ego te baptizo piscem, anche se si tratta sempre dello stesso pollo... L’elettore può stare a casa a commentare fino al prossimo round. A questo punto molti elettori hanno deciso di stare a casa per davvero o di andare a votare partiti che di volta in volta gli hanno promesso di contare di più, di rovesciare il sistema della prima Repubblica. Viceversa, quale disegno ha in mente chi vuole la repubblica presidenziale? In primo luogo, all’elettore viene riconosciuto il potere di scegliere non solo il rappresentante, ma anche e soprattutto il governo. Egli sceglie il capo di governo e dello Stato.

E i partiti? Avendo consegnato all’elettore il potere di nominare il governo, sono ricondotti ad una funzione di mediazione sociale, culturale, politica: preparare la classe dirigente, proporre i candidati alla scelta degli elettori, svolgere una funzione educativa. E stop. Non vengono aboliti! I partiti minori scompaiono? Non certo dalla società civile. Scompaiono da quella politica, non possono più decidere di far cadere i governi, godendo della rendita dell’unità marginale del 3%. La democrazia è minacciata? Al contrario: finalmente funziona e decide. Giacché la democrazia non è solo rappresentare, è governare, cioè risolvere problemi, qui e ora. La più grave minaccia per la democrazia viene da un sistema di governo partitocratico inconcludente.

E’ alla luce di queste due grandi opzioni che dobbiamo leggere sia il Progetto Renzi (Italicum e abolizione dell’attuale Senato) sia le resistenze a tale progetto.



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