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SCENARIO/ Tremonti: le riforme di Renzi? Già bocciate dagli italiani nel 2006

Pubblicazione:martedì 8 aprile 2014

Giulio Tremonti (Infophoto) Giulio Tremonti (Infophoto)

E’ enormemente salito il numero degli astenuti, ed è salito di colpo in una meccanica ostile. Quello di chi non va a votare non è laissez-faire né benevola delega. Insomma la maggioranza degli italiani non sono indifferente ma ostile nei confronti dei due principali partiti, Pd e Forza Italia. Non ci sono inoltre più due schieramenti come nel 1997 bensì tre. Se sommiamo gli astenuti al Movimento 5 Stelle e agli altri partiti che esprimono un voto di protesta, emerge che la maggioranza degli italiani oggi è contraria a Pd e Forza Italia. Le forze convenzionali, che nel 1997 erano la maggioranza, oggi non lo sono più.

 

Eppure Pd e Forza Italia hanno la maggioranza in Parlamento …

Il Pd è al 30%, ma con un’affluenza alle urne del 60% i suoi consensi reali scendono al 20%. Il Pd è quindi una minoranza, e non mi pare che la somma delle minoranze faccia una maggioranza. La Bicamerale era comunque un’operazione maggioritaria e trasparente. Oggi invece non solo alla base del patto non c’è la maggioranza degli italiani, ma molti degli elementi dell’accordo non sono mai venuti alla luce.

 

Che cosa non è ancora venuto fuori?

Non lo so, ma io il patto del Nazzareno non l’ho letto su Ilsussidiario.net. Vedo quanto sta venendo fuori, vale a dire che il testo delle riforme è molto simile a quello del 2006, che fu portato per quattro volte in Parlamento dal centrodestra. La riforma non passò per l’esito negativo del referendum, eppure otto anni dopo le riforme del governo Renzi non fanno altro che riproporre quello stesso testo. E’ un processo retroattivo, pur con alcune differenze.

 

Lei come valuta le riforme del governo Renzi?

Ritengo positiva la centralizzazione di molte competenze e dei poteri del governo. Non condivido invece l’operazione delle province, sostituite da se stesse, e affiancate da città metropolitane e aree vaste. Tutto cambi perché niente cambi, diceva il protagonista de Il Gattopardo, anche se nella realtà si tratta di un cambiamento in peggio. Il costo dei livelli di governo non è quanto prendono i consiglieri, che per inciso sono 31mila, ma è il blocco amministrativo del governo, cioè i costi burocratici per le imprese che aumentano.

 

Che cosa ne pensa del nuovo Senato federale?

Non ne condivido la nuova composizione. Non riesco a capire che cosa centrino 20 oligarchi con il nuovo Senato, allora è meglio il sorteggio popolare. Vedo che non la chiama democrazia … Senta, il giro di Re nel nuovo Senato federale lo daranno 20 oligarchi non eletti bensì nominati. I Savoia erano più democratici di Renzi e il suo Senato è una barzelletta oligarchica degna del Granducato di Montecarlo.

 

(Pietro Vernizzi)




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COMMENTI
08/04/2014 - rifrma delle province e sussidiarietà (antonio petrina)

E' più giusto un disegno napoleonico ( quello delle 110 province italiane ) o la riforma sussidiaria in progress di del rio (L.56/2014) ? Essa infatti rappresenta un cantiere in progress ,giacchè solo una legge costituzionale confermerà quel che di buono o meno sia da tenere degli enti di mezzo o da abolire per i costi inefficienti da sopportare, come le 4 mini province sarde del 2001, che un referendum popolare del 2012 ne avallò l'abolizione ,ma che il governo regionale ripristinò !

 
08/04/2014 - I politici non studiano mai ma se la cavano sempre (claudia mazzola)

In politica tutto viene bocciato, non si passa mai l'esame! Ci sarà un bel giorno dove sentiremo dire promossi?