BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CAOS PD/ Cuperlo: il "Senato" di Chiti può spaccare il partito

Pubblicazione:mercoledì 9 aprile 2014

Gianni Cuperlo (Infophoto) Gianni Cuperlo (Infophoto)

“Sto con Chiti ma anche con Renzi”. Gianni Cuperlo, sfidante dell’attuale premier alle Primarie 2013 del Partito Democratico, si smarca così alla domanda sul disegno di legge di riforma del Senato che rischia di spaccare il Pd. Il governo ha presentato un decreto per modificare la Costituzione in modo da ridurre il numero dei senatori e renderli non più elettivi. Quindi Chiti, un pezzo grosso del Pd insieme ad altri 22 senatori, ha sfidato Renzi, che oltre a premier è anche segretario del partito, proponendo che Palazzo Madama rimanga elettiva. Una mossa che non è piaciuta ad Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, schierata con Renzi. Mentre il senatore del Pd, Nicola Latorre, pur esprimendo apprezzamento per la proposta di Chiti lo ha invitato a ritirare il disegno di legge e a presentare le sue proposte sotto forma di emendamento al testo del governo. Ironia della sorte, il senatore Chiti è all’estero e non può ritirare il ddl, obbedendo alla disciplina di partito, perché “in altre faccende affaccendato”. Al cronista de ilsussidiario.net che lo interpella risponde con garbo: “Mi dispiace. Sono a Strasburgo e sono impegnato nell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa”. Cuperlo almeno risponde all’intervistatore, ma quando gli si chiede se la questione della riforma del Senato rischia di portare a una scissione del partito riattacca frettolosamente, spiegando al giornalista: “Lei è molto gentile ma anche molto insistente”.

 

Onorevole Cuperlo, che cosa ne pensa del ddl presentato dal senatore Chiti?

Non ho letto il testo dell’articolato, ed è quindi difficile dare un giudizio approfondito. Conosco Chiti da tanti anni, ed è una delle persone più rigorose nella discussione sulle riforme istituzionali. Quindi non dubito che il ddl sia stato pensato e ponderato con uno spirito costruttivo. Mi sembra ragionevole la posizione che ha espresso la presidente Finocchiaro. C’è un disegno di legge, proposto dal governo, che è incardinato su alcuni paletti. Quattro quelli più importanti: il nuovo Senato non esprimerà più un voto di fiducia al governo; non parteciperà all’approvazione della legge di bilancio; non sarà elettivo elettivo; non saranno previste indennità per i componenti. Valuto in modo positivo che ci sia un dibattito molto aperto sulla nuova configurazione che assumerà il Senato, in un’ottica migliorativa di entrambe le riforme presentate, quella del governo e il disegno di legge di Chiti. In quest’ottica ritengo che anche quello del senatore Chiti sia un contributo prezioso al dibattito in corso.

 

Oltre a rappresentare un contributo al dibattito, la proposta del senatore Chiti ha anche un significato politico per l’equilibrio del Pd?


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
09/04/2014 - il senato renziano (Claudio Baleani)

Il senato renziano non ha il compito di fare veramente la seconda camera, ma di sostituire la conferenza stato-regioni sicché è essenziale che i rappresentanti delle regioni lo siano veramente. Renzi perciò non può ammettere che vi siano senatori eletti perché questi inevitabilmente farebbero una politica comunque diversa dalle regioni stesse ed anzi potrebbero essere il contraltare della classe politica regionale determinando un possibile e nuovo contenzioso con le regioni. Chiedere le elezioni popolari per i senatori è voler rimescolare la ruota della fortuna per innescare la così detta democrazia ad appello infinito. Si può discutere se questo sia davvero democratico, ma c'ha un senso, L'altra strada sarebbe quella di abolire il senato sic et simpliciter. Ce ne sarebbe una ancora migliore: abolire le regioni. Ma purtroppo è stranamente minoritaria.