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LE ACCUSE DI GRILLO/ Il giurista: Parlamento illegittimo? Un "golpe" necessario

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Giorgio Napolitano (Infophoto)  Giorgio Napolitano (Infophoto)

Tutto accade quasi in sordina. Affaritaliani mette online, nella mattinata di ieri, stralci di una lettera di Aldo Bozzi e Claudio Tani a Napolitano, in cui i ricorrenti contro il Porcellum gli ricordano che un parlamento delegittimato non può fare le riforme. E men che meno una legge elettorale: altro che Italicum. Quindi, stop. Tutti a casa. Potrebbe sembrare il solito refrain, se non fosse che dalla parte di Bozzi e Tani ci sarebbe adesso la sentenza della Cassazione (n. 8878/2014) depositata il 16 aprile scorso, fino a ieri una cosa per addetti ai lavori. Esultano i grillini: "il Parlamento e Napolitano sono anti costituzionali. La Cassazione dà ragione al M5S sull'incostituzionalità del Parlamento dopo la sentenza n. 1/2014 ammazza Porcellum della Consulta". Stelio Mangiameli, costituzionalista, è più cauto.

Professor Mangiameli, che cosa succede?
La sentenza della Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza della Corte d'appello negativa verso i promotori del ricorso. La Cassazione in pratica dice che c'è stata violazione del diritto elettorale dei ricorrenti. Ora la Corte d'appello di rinvio dovrà approntare gli strumenti concreti per la tutela di questi diritti. Si torna quindi in una diversa sezione della Corte d'appello di Milano, che deve rispettare il punto di diritto fissato dalla Cassazione.

Può semplificare?
Una legge elettorale che cosa fa? Prevede un meccanismo per eleggere i rappresentanti, poi vi sono degli atti amministrativi di competenza del ministero dell'Interno che concretizzano il contenuto della legge elettorale. Sulla base di tali atti, i partiti presentano simboli e candidature, dopo di che si svolgono le elezioni secondo le norme previste dalla legge. 

Poi arrivano Bozzi e Tani che impugnano i provvedimenti amministrativi attuativi del Porcellum.
…Dicendo che sono illegittimi perché ledono la situazione soggettiva dei cittadini (il diritto a scegliere gli eletti, ndr). Il tribunale ha dato loro torto, la Corte d'appello pure, la Cassazione ha sospeso il giudizio e ha sollevato la questione di costituzionalità. 

E siamo alla sentenza della Corte cosituzionale che ha bocciato il Porcellum.
Appunto. Ora la Cassazione ha detto: nel periodo di vigenza della legge elettorale in cui si sono svolte le elezioni del 2013, e fino alla sentenza della Consulta, il diritto dei cittadini ricorrenti è stato violato. Bisogna dare piena soddisfazione a questo diritto da parte del giudice di rinvio.

Che vuol dire?
Che il giudice di rinvio, per dare soddisfazione al diritto dei cittadini, non può non dichiarare illegittimi per contrasto con la legge, come risulta dalla sentenza della consulta 1/2014, tutti gli atti amministrativi su cui si fondavano le elezioni. 

Allora hanno ragione Bozzi e Grillo.
Aspetti. Tocca ora alla Corte d'appello di Milano, in sede di rinvio, annullare i provvedimenti amministrativi.

Ci aspettano le elezioni?


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