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IL CASO/ Salta anche la legge elettorale per le elezioni europee?

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Il Parlamento europeo (Infophoto)  Il Parlamento europeo (Infophoto)

Infatti, a differenza del giudice tedesco, la nostra Corte costituzionale ha argomentato non i termini quantitativi – cioè imponendo o cancellando determinate soglie numeriche – ma esclusivamente in termini di ragionevolezza. Se, come crediamo, la Corte continuerà a ispirarsi a tale logica argomentativa, nel caso di specie la soglia del 4% potrebbe apparire non sproporzionata, e dunque mantenuta presente.

Ciò che, però, deve preoccupare è il fatto che si andrà al voto con l’incertezza del sistema elettorale che sarà effettivamente applicato, e tale incertezza è ancor più grave perché riguarda la presenza di quell’unico meccanismo – la soglia del 4% - che condiziona non poco la decisione di coloro che potrebbero votare i partiti che nei sondaggi sono stati indicati al di sotto o al limite della predetta soglia. Forse una parola chiara e netta da parte della stessa Corte costituzionale, almeno circa la tempistica e gli effetti di una possibile pronuncia, potrebbe essere utile prima del voto europeo.

Tutto ciò dimostra come la strada dell’accesso alla Corte costituzionale mediante le azioni di mero accertamento stia schiudendo possibilità che per il sindacato di costituzionalità sinora erano inimmaginabili. Non si deve criticare questa prospettiva soltanto perché ne derivano difficoltà e problemi che, come visto, si stanno sin da subito sperimentando in ragione della necessità di escogitare nuovi strumenti che ne consentano una corretta applicazione. L’ampliamento degli spazi della giustizia costituzionale, infatti, va salutato con favore, perché implica la riduzione di quegli ambiti della legislazione che sono rimasti immuni dal controllo di costituzionalità, vere e proprie zone franche.

La più estesa applicazione della Costituzione per il tramite del giudizio di legittimità costituzionale non va allora considerata con pregiudizio o timore. Anzi, si possono anche ipotizzare applicazioni ulteriori e ancor più avanzate del predetto meccanismo di accesso che è rivolto ad annullare quelle lesioni dei diritti costituzionali che derivano direttamente dalla legge.

Ad esempio, si potrebbe utilizzare questa più facile modalità di accesso alla Corte costituzionale per far verificare se le leggi rispettano davvero il contenuto essenziale dei diritti inviolabili di carattere economico o sociale che recentemente sono stati compressi in nome di esigenze finanziarie e di bilancio che, invece, potrebbero essere perseguite seguendo modalità costituzionalmente più corrette. O, ancora, si potrebbe chiedere alla Corte costituzionale di accertare – finalmente, potremmo dire – se le normative nazionali dettate in attuazione dei vincoli europei rispettano davvero i diritti inviolabili e i principi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale, diritti e principi che sinora sono rimasti “contro-limiti muti” rispetto alle limitazioni di sovranità riconosciute a favore dell’ordinamento comunitario con qualche eccessiva disinvoltura. La fantasia dei giuristi è messa alla prova; il rispetto della Costituzione potrà giovarsene.



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