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RETROSCENA/ Tremonti: ecco il "colpo di Stato dolce" avvenuto nell'estate 2011

Pubblicazione:sabato 10 maggio 2014 - Ultimo aggiornamento:lunedì 12 maggio 2014, 11.56

Giulio Tremonti Giulio Tremonti

“Quanto è avvenuto in Italia nell’estate 2011 è ciò che Habermas definirebbe ‘un dolce colpo di Stato’. I Paesi del Nord Europa sottoposero il nostro governo a una tensione senza precedenti perché non avevamo voluto firmare un programma di aiuti a Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo in cui eravamo chiamati a contribuire in misura sproporzionata rispetto alla nostra esposizione al rischio finanziario”. A rivelarlo è Giulio Tremonti, all’epoca ministro dell’Economia, che espone in modo dettagliato le sue tesi nel libro “Uscita di sicurezza” edito da Rizzoli. Una versione dei fatti non molto diversa da quella del presidente uscente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, secondo cui nel 2011 “l’Italia è stata veramente vicina all’abisso”, in quanto “c’era chi voleva metterla sotto la tutela del Fondo Monetario Internazionale”, anche se “per fortuna non è successo”.

 

Che cosa ne pensa di quanto affermato dal presidente Barroso su quanto avvenne in Italia nell’estate 2011?

Condivido in parte quanto ha affermato Barroso, anche se sull’ “orlo dell’abisso” non c’era l’Italia in quanto tale bensì l’euro nel suo insieme. In Europa dal 2008 al 2011 si sono manifestati in sequenza due fenomeni subprime. Il primo è stato di origine americana, ma ha prodotto effetti devastanti sui bilanci della “core Europe”, cioè sui Paesi del centro-nord Europa che avevano investito sui titoli tossici di oltreoceano.

 

Che cosa ha permesso all’Europa di uscire da questa crisi?

Secondo i dati della Commissione Ue, di cui Barroso è a conoscenza, l’importo complessivo degli interventi di salvataggio è stato pari a 800 miliardi di euro, probabilmente sottostimati. Come chiaramente indicato nel numero 72 dei “Quaderni giuridici” della Banca d’Italia, nessun intervento in salvataggio è stato necessario in Italia.

 

Quindi è arrivata la seconda crisi subprime…


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