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VISTI DA.../ Buttafuoco: Mussolini, Craxi, Renzi, tre "compagni" di destra

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

In Italia abbiamo già avuto un grande leader di sinistra che riuscì a polarizzare intorno a sé il consenso dei moderati italiani: si chiamava Bettino Craxi. Nello stesso tempo Craxi scatenò l’avversione e l’ostilità di gran parte della sinistra, che vide in lui il nemico principale.

 

Prima di lui ci sono stati altri leader provenienti dalla sinistra che hanno affascinato la destra?

Non dimentichiamoci che anche Benito Mussolini, prima di fondare il Partito Fascista, era stato direttore de L’Avanti e apparteneva allo stesso filone dell’identità socialista che poi incarnò Bettino Craxi. Lo stesso Craxi giunto all’apogeo della sua stagione politica volle a tutti i costi riconsiderare l’eredità storica di questo suo predecessore. Tanto è vero che all’epoca la Rai, allora diretta da Giampaolo Sodano, mandò in onda uno sceneggiato che ebbe grande successo e che aveva come attore protagonista nientemeno che Antonio Banderas nel ruolo del giovanissimo Mussolini.

 

E’ difficile dire però che Mussolini sia stato un politico di sinistra…

Non sono d’accordo. Né Bettino Craxi né Benito Mussolini possono essere considerati di destra. Furono e restano di sinistra, tanto è vero che Mussolini anche una volta diventato presidente del consiglio amava definirsi “malato di socialismo”. Tanto Craxi quanto Mussolini furono accomunati da una vocazione “sociale”. Persino il Movimento Sociale difficilmente può essere considerato un partito di destra, proprio perché riconosceva l’urgenza di emancipare i meno abbienti dalla loro condizione, e restituirli a quello che era il cammino di dignità nel mondo del lavoro.

 

Vuole dire che l’attrazione dell’elettorato di destra per i leader di “sinistra” è una linea che attraversa cento anni di storia italiana?

Sì, ma in questo percorso porrei una cesura in quanto con Bettino Craxi finisce il Novecento e la Seconda Repubblica apre un capitolo completamente nuovo. In Valls si concretizza un paradosso ormai comune nelle società occidentali, e cioè che occorre sempre un leader di sinistra per portare a termine una strategia di destra. Per vocazione ma anche per realismo politico, solo la sinistra al governo può mettere in opera delle decisioni che corrispondono ai principi della destra.

 

Nella Seconda Repubblica ci sono stati esempi di questo?