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Politica

Elezioni europee 2014/ Il volantino della Compagnia delle Opere

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Non bisogna dimenticare che in Europa abita l’8% della popolazione mondiale, che genera oggi il 25% del Pil, ma anche il 50% del welfare globale.

REALIZZARE L’UNIONE BANCARIA

La crisi dell’Euro è nata dall’intreccio tra la crisi finanziaria e il debito pubblico delle singole nazioni.

La reazione dell’Unione a questa crisi è stata troppo lenta e disarticolata. Da questo fatto bisogna trarre le dovute conseguenze. È necessario un graduale, ma consistente adeguamento reciproco delle politiche finanziarie ed economiche.

Per garantire un sistema bancario capace di sostenere la crescita, evitando che il rischio delle banche possa essere riversato sui cittadini, è urgente procedere con la realizzazione dell’Unione Bancaria. Sono necessarie, inoltre, nuove regole chiare ed efficaci per il controllo dei mercati finanziari e delle agenzie di rating.

ALLENTARE I VINCOLI

Per favorire la crescita occorre una maggiore flessibilità nell’applicazione del Patto di Stabilità attraverso negoziati realistici e audaci e l’applicazione della “golden rule” che prevede di detrarre dal calcolo del rapporto deficit/pil gli investimenti in infrastrutture strategiche. A chi realizza riforme incisive dovrà essere riconosciuta una maggiore elasticità nell’applicazione dei vincoli di bilancio europei. Questo non toglierebbe, anzi, incentiverebbe il compito insostituibile di ogni Stato di diminuire la spesa pubblica, semplificare la burocrazia e ridurre gli eccessi di tassazione.

COMBATTERE IL POPULISMO

Chi, invece propone, in modo populistico, di finanziare la crescita con ulteriori debiti, deve dire anche che ciò comporterebbe costi aggiuntivi per il pagamento degli interessi, una rinnovata debolezza dell’Italia sui mercati finanziari e, in definitiva, debiti ancor più pesanti sulle spalle dei nostri figli.


COMMENTI
12/05/2014 - Un Nuovo " farmaco " per l'Europa (Santino Camonita)

Tutto condivisibile,intenzioni sacrosante che sentivo dire e vedevo scritte nei"quartini" sin dai tempi di Movimento Popolare,e oggi dalla CdO,ma "di buone intenzioni sono lastricate le vie dell'inferno" e le conseguenze, purtroppo sono ormai sotto gli occhi di tutti.Forse è arrivato il momento di non curare più con la Tachipirina, un malato di tumore come l'Europa.La mia speranza però è riposta nel fatto che accada un miracolo come quello descritto nell’articolo di Tempi del 23.6.2013.“È giusto desiderare l’unità di un’Europa che è stata,in passato,troppo divisa,ma è giusto porsi il problema di quale Europa vogliamo costruire.Papa Ratzinger con gli intellettuali francesi nel 2008 al Collège des Bernardins iniziò con la frase:«Vorrei parlarvi stasera delle origini della cultura europea».Ratzinger ricordò,riferendosi ai monaci benedettini,che «non era loro intenzione di creare una cultura…La loro motivazione era molto più elementare.Il loro obiettivo era:quaerere Deum,cercare Dio». Obiettivo elementare ma fondamentale.Poiché cercavano Dio è venuta fuori una cultura luminosa.E chi fonderà l’Europa del futuro?O saranno i cristiani o verrà fuori il mostro che già s’intravede.Salveranno l’Europa gli uomini che sanno amare,credere e sperare. Perciò è venuta l’ora che i cristiani smettano di essere dei poveri cristi e comincino a riporre la fiducia in Dio(da cui proviene la forza)e a svolgere un apostolato simile a quello dei primi cristiani.“Altro quindi che Tachipirina!