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Elezioni europee 2014/ Il volantino della Compagnia delle Opere

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ATTUARE LE RIFORME

L’Unione Europea, il più grande mercato unico al mondo, ha bisogno di una maggiore e più rapida integrazione delle politiche energetiche, climatiche, ambientali e della ricerca. Proprio in questi settori si palesa l’insufficienza delle iniziative nazionali e la necessità di un’integrazione europea. Anche dal punto di vista della burocrazia, l’avvenuta riduzione da 150.000 norme industriali presenti in Europa a 19.000 valide in tutti i paesi dell’Unione dimostra che è possibile creare misure comuni, utili per tutti.

La Politica Agricola Comune, nata nel 1962, è stata la prima politica europea e lo è ancora oggi in termini finanziari, coprendo il 38% del bilancio dell’Unione. Si tratta di una politica spesso tortuosa ma senza di essa lo spopolamento e la desertificazione imprenditoriale delle zone rurali sarebbero stati inarrestabili, come avviene in tante parti del mondo, peggiorando la pressione urbana. Superando le logiche del “sussidio”, che spesso hanno favorito la rendita fondiaria, occorrono nuove forme di sostegno alle imprese che creano occupazione e uno sviluppo rurale attento all’ambiente.

VALORIZZARE IL WELFARE

Per quanto riguarda il sistema del welfare, sta emergendo anche nelle istituzioni dell’Unione Europea l’evidenza che ad esso non possano essere applicate rigidamente le norme scritte per tutelare la libera concorrenza. Le regole in materia di servizi non colgono e non valorizzano in modo adeguato la molteplicità e diversità di soggetti privati che svolgono a tutti gli effetti un ruolo di interesse pubblico.

È pertanto di fondamentale importanza che esse siano rappresentate adeguatamente in ambito europeo, forti anche dell’importante ruolo di contenimento della crisi e di argine rispetto a emergenze sociali giocato di recente e con successo.


COMMENTI
12/05/2014 - Un Nuovo " farmaco " per l'Europa (Santino Camonita)

Tutto condivisibile,intenzioni sacrosante che sentivo dire e vedevo scritte nei"quartini" sin dai tempi di Movimento Popolare,e oggi dalla CdO,ma "di buone intenzioni sono lastricate le vie dell'inferno" e le conseguenze, purtroppo sono ormai sotto gli occhi di tutti.Forse è arrivato il momento di non curare più con la Tachipirina, un malato di tumore come l'Europa.La mia speranza però è riposta nel fatto che accada un miracolo come quello descritto nell’articolo di Tempi del 23.6.2013.“È giusto desiderare l’unità di un’Europa che è stata,in passato,troppo divisa,ma è giusto porsi il problema di quale Europa vogliamo costruire.Papa Ratzinger con gli intellettuali francesi nel 2008 al Collège des Bernardins iniziò con la frase:«Vorrei parlarvi stasera delle origini della cultura europea».Ratzinger ricordò,riferendosi ai monaci benedettini,che «non era loro intenzione di creare una cultura…La loro motivazione era molto più elementare.Il loro obiettivo era:quaerere Deum,cercare Dio». Obiettivo elementare ma fondamentale.Poiché cercavano Dio è venuta fuori una cultura luminosa.E chi fonderà l’Europa del futuro?O saranno i cristiani o verrà fuori il mostro che già s’intravede.Salveranno l’Europa gli uomini che sanno amare,credere e sperare. Perciò è venuta l’ora che i cristiani smettano di essere dei poveri cristi e comincino a riporre la fiducia in Dio(da cui proviene la forza)e a svolgere un apostolato simile a quello dei primi cristiani.“Altro quindi che Tachipirina!