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RETROSCENA/ Sapelli: il "golpe"? Sì, ma nel mirino non c'era Berlusconi…

Pubblicazione:mercoledì 14 maggio 2014 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 14 maggio 2014, 8.34

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

Timothy Geithner conferma: nel 2011 la Casa Bianca ricevette pressioni da parte di alcuni Paesi europei per far cadere Berlusconi. Il “golpe”, insomma, c’è stato. Ma secondo il leader azzurro, il libro di memorie dell’ex segretario del Tesoro degli Stati Uniti (Stress Test) scopre l’acqua calda: “Non sono sorpreso. È la conferma di ciò che ho sempre sostenuto, che c'è stata una precisa volontà di togliere di mezzo un premier democraticamente eletto che difendeva gli interessi del suo Paese e contrastava quelli della Germania”, aggiungendo poi di come si sia trattato di un attacco alla sovranità nazionale italiana. Per bocca dello stesso ex presidente del Consiglio il comportamento di Barack Obama, in tutto questo, fu integerrimo: “Si comportò bene”. Ma secondo Giulio Sapelli, docente di Storia economica nell’Università di Milano, la tecnocrazia europea targata Angela Merkel aveva qualcun altro nel mirino…

 

Timothy Geithner, ex ministro del Tesoro statunitense, sgancia la bomba: “Funzionari dell’Ue chiesero a Obama di far dimettere Berlusconi”.

Per prima cosa bisogna contestualizzare il tutto. Timothy Geithner, ex capo di dipartimento di Stato americano, scrive un libro dove racconta come a far cadere il governo Berlusconi non siano stati gli Usa, bensì la tecnocrazia europea dominata dai tedeschi, o meglio dalla Merkel. Con quale motivo? Perché l’Italia si era detta non favorevole a salvare la Grecia portando quote ulteriori di capitali rispetto a quelli che già versava al fondo della comunità economica europea. Ecco, bisogna allora dire due cose.

 

Prego.

Se Geithner dice questo vuol dire, secondo la mia tesi già espressa nel mio libro Dove va il mondo?, che ora come ora i rapporti tra Germania e Usa sono lacerati, pessimi. Uno come lui che ha avuto responsabilità internazionali di altissimo livello (mentre oggi le ha nel mondo finanziario) e che scrive un libro con dentro cose di questo tipo... 

 

Vada avanti, professore.

Il secondo, vero nodo è questo: è stato fatto cadere il governo Berlusconi, ma il vero nemico non era lui, bensì Giulio Tremonti: l’uomo da far fuori era lui. Consiglio di andare a sfogliare le appendici di Uscita di sicurezza, scritto dall’ex ministro dell’Econonomia: contengono delle verità terribili. Tremonti ha continuato ad avvisare la Comunità Europea sull’arrivo imminente della crisi, invitando a perseguire politiche antideflazionistiche, che andavano però a contrastare le mire tedesche. Andava allontanato...

 

L’Italia, o meglio Tremonti, vittima dunque di una vera e propria ritorsione?

Sì, ma anche della sua stessa debolezza politica: io mi rendo conto che quando un fa politica ha un’etica della responsabilità, ma avrebbe dovuto trovare il modo di dirle anche da ministro le cose che dice nel libro...

 

Ma quanto è grave il fatto che un governo venga destituito in questo modo?


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COMMENTI
14/05/2014 - secondo me il succo è questo (Claudio Baleani)

Geithner ha detto che buttare giù Berlusconi non era un piano al quale gli USA intendevano partecipare. Ha anche aggiunto però che non intendevano avallare quella operazione europea stante la scarsissima qualità dei suoi leader. Mi sono venuti in mente i seguenti nomi: Rehn, Merkel e Schulz. In altre parole: un complotto in estrema ipotesi si può pure fare, ma non si può fare con questi qui che stanno lanciando l'euro in zona deflazione, impiccando la Grecia dopo averla derubata del poco che ha. Chissà perché però Sapelli, come quasi tutti, pensa che gli americani non siano diplomatici. I miti dell'ingenuo americano o dell'americano arido mercenario del dollaro da noi hanno sempre successo quando la realtà è molto più semplice: agli americani le questioni politiche europee interessano poco o nulla. La sostanza per loro è più importante delle fumisterie ideologiche europee. Che poi anche loro le abbiano può darsi. Se però devo scegliere, prendo le loro.