BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ELEZIONI EUROPEE/ Ecco perché gli italiani hanno "voltato le spalle" all'Europa

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

Dunque, ci sono ragioni in abbondanza, e buonissime ragioni, per non fidarsi più dell’Unione europea e dei paesi che hanno espropriato ogni parvenza di potere collettivo, ogni idea di cooperazione, sia ristretta che allargata. Ma a questo punto che cosa si può fare? È sensato sciogliere questa combriccola scriteriata che non riesce a vivere senza dilaniarsi? Ha senso farlo oggi che si profila una nuova minaccia collettiva in terra europea per la rottura ormai inevitabile con la Russia?

Curioso che nel dibattito elettorale nessuno abbia neppure evocato l’ombra del Cremlino. Si fa finta di credere che si tratti di una crisi locale e passeggera, mentre sta cambiando in men che non si dica il paradigma della sicurezza. Il capo dei servizi segreti svedesi non più tardi della scorsa settimana ha lanciato l’allarme sull’aumento dello spionaggio russo nel suo Paese e ha detto chiaramente che la Svezia si sente in pericolo. Il ministro degli Esteri, Carl Bildt, un moderato sotto tutti i punti di vista, ha chiesto un aumento delle risorse e degli uomini per l’esercito svedese. Ma un clima del genere si sente nei paesi baltici, nella Repubblica ceca, per non parlare della Finlandia. Tutti paesi dell’Unione europea, alcuni membri della Nato altri no. Eppure in Italia si fa finta di niente e si parla d’altro.

I candidati al Parlamento europeo, fino a che punto sono consapevoli che si troveranno di qui a poco a prendere decisioni gravi, difficili, non economiche questa volta, ma politiche e militari? La nostra impressione è che non se ne rendano affatto conto. E abbiamo l’impressione (ma l’approfondiremo) che nemmeno i due leader degli schieramenti principali, cioè dei popolari e dei socialisti, abbiano idee e proposte adeguate. Esamineremo i programmi sia di Jean-Claude Juncker, sia di Martin Schulz, prima di arrivare a conclusioni affrettate. Per il momento, vogliamo sollevare tre questioni.

La prima riguarda la sicurezza in senso stretto. Non sarà la nuova Guerra fredda, ma il paradigma è cambiato. Non si tratta più di fronteggiare un nemico extraterritoriale (sia pur con propaggini interne) come il fondamentalismo islamico, ma di stabilire un confine sia pur aperto e flessibile. È il ritorno del limes che richiede un’autorità in grado di proteggerlo, autorità politica e militare. Quest’ultima va demandata alla Nato, l’unica ad avere le forze e le capacità di farlo, anche se alcuni paesi dell’Unione non ne sono membri? Occorre creare un nocciolo europeo coordinato con la Nato? O una geometria variabile sul piano militare? Al momento non si sa.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
15/05/2014 - Giochiamoci queste elezioni. (claudia mazzola)

Al gioco della guerra ci si gioca da bambini! Da grandi continuare a farsi la guerra ci si fa male sul serio!

 
15/05/2014 - Mi meraviglierei del contrario (Vulzio Abramo Prati)

Come dice bene l'autore dell'articolo paghiamo il conto senza avere benefici, finanziamo i paesi nostri concorrenti e il danno è duplice. Questa Europa decide su aspetti quali come e dove si può produrre il burro senza intervenire sugli aspetti veramente importanti della nostra vita. Le decisioni ci vengono imposte, e questo anche per grave colpa dei nostri politici, da paesi che hanno solo da guadagnare dalle decisioni stesse. La Germania, paladina del rispetto dei parametri economici, dimentica che nel corso del 900 si è vista per 2 volte cancellare il suo debito e nel caso dei debiti di guerra dopo la seconda guerra, erano pari al 675% del PIL, non avrebbe MAI potuto risollevarsi diversamente e anche la Grecia l'aveva finanziata... e si è visto come è stata ricompensata! Anche alla moneta unica ormai pochi credono, lo stesso spread di cui tanto si è parlato ne attesta l'inesistenza. Se ho 2 titoli (bond) con stessa scadenza decennale e la stessa valuta perchè mai dovrebbero avere rendimenti diversi? Nessuna teoria economica lo può spiegare se non il fatto che l'euro tedesco, più affidabile, e l'euro italiano, ovviamente meno affidabile, non sono la stessa valuta unica! Se poi anche in Gran Bretagna politici seri e compassati e non rivoluzionari urlanti vogliono un referendum per decidere se restare o no in "questo Club" definizione originale della stampa britannica, dati i costi di "associazione" allora quello che segue è automatico!