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ELEZIONI EUROPEE/ Ecco perché gli italiani hanno "voltato le spalle" all'Europa

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Ciò introduce il secondo punto: la politica estera. È ormai chiaro che ci vuole quel famoso numero di telefono a Bruxelles che Henry Kissinger cerca invano dagli anni ‘70. Fuor di metafora, occorre una figura importante e autorevole che rappresenti una politica estera europea e parli con voce unica e rispettata, in grado di condurre una diplomazia intelligente che è sempre la risorsa migliore per evitare un conflitto aperto e trovare soluzioni razionali alle crisi. Ma per una buona diplomazia l’astuzia della volpe non basta se non è sostenuta dalla forza del leone.

Un Paese, un territorio, è tanto più sicuro quanto più è prospero. Dunque, non solo la ripresa della congiuntura economica, bensì la prosperità in senso ampio deve diventare la linea guida fondamentale dell’Unione europea. Ciò implica una politica fiscale comune con un bilancio europeo degno di questo nome. E non basta ancora. Ci vogliono investimenti nell’industria e nei servizi. Ma la priorità assoluta, oggi, riguarda l’energia. Non saremo liberi se non saremo sicuri dei nostri approvvigionamenti, ciò implica di ridurre la dipendenza e sganciarsi dalla Russia, richiede una scelta chiara e un impiego enorme di risorse, uomini, infrastrutture. L’unione energetica è diventata ancor più importante di quella bancaria. E qui davvero non si può dire ciascun per sé.

A questi tre problemi di fondo debbono rispondere sia gli europeisti, sia i neonazionalisti. Sono nel programma delle istituzioni europee che usciranno dalle urne il 26 maggio? La domanda è chiaramente retorica, ma per il momento lasciamo aperta la risposta.

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COMMENTI
15/05/2014 - Giochiamoci queste elezioni. (claudia mazzola)

Al gioco della guerra ci si gioca da bambini! Da grandi continuare a farsi la guerra ci si fa male sul serio!

 
15/05/2014 - Mi meraviglierei del contrario (Vulzio Abramo Prati)

Come dice bene l'autore dell'articolo paghiamo il conto senza avere benefici, finanziamo i paesi nostri concorrenti e il danno è duplice. Questa Europa decide su aspetti quali come e dove si può produrre il burro senza intervenire sugli aspetti veramente importanti della nostra vita. Le decisioni ci vengono imposte, e questo anche per grave colpa dei nostri politici, da paesi che hanno solo da guadagnare dalle decisioni stesse. La Germania, paladina del rispetto dei parametri economici, dimentica che nel corso del 900 si è vista per 2 volte cancellare il suo debito e nel caso dei debiti di guerra dopo la seconda guerra, erano pari al 675% del PIL, non avrebbe MAI potuto risollevarsi diversamente e anche la Grecia l'aveva finanziata... e si è visto come è stata ricompensata! Anche alla moneta unica ormai pochi credono, lo stesso spread di cui tanto si è parlato ne attesta l'inesistenza. Se ho 2 titoli (bond) con stessa scadenza decennale e la stessa valuta perchè mai dovrebbero avere rendimenti diversi? Nessuna teoria economica lo può spiegare se non il fatto che l'euro tedesco, più affidabile, e l'euro italiano, ovviamente meno affidabile, non sono la stessa valuta unica! Se poi anche in Gran Bretagna politici seri e compassati e non rivoluzionari urlanti vogliono un referendum per decidere se restare o no in "questo Club" definizione originale della stampa britannica, dati i costi di "associazione" allora quello che segue è automatico!