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Politica

ELEZIONI EUROPEE 2014/ Il "libro dei sogni" dei candidati

L’altra sera a Bruxelles si è svolta la serata di dibattito in diretta televisiva tra i candidati alla presidenza della Commissione. Il commento di PAOLO RAFFONE

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Con 28 televisioni pubbliche collegate e la traduzione simultanea si è svolta giovedì a Bruxelles la serata di dibattito tra i candidati alla presidenza della Commissione: il tedesco Martin Schulz, del gruppo socialista (Pse); la tedesca Ska Keller, del gruppo dei Verdi; il belga Guy Verhostadt, del gruppo liberale (Alde); il greco Alexis Tsipras, del gruppo sinistra (Lista Tsipras); il lussemburghese Jean-Claude Juncker, del gruppo dei popolari (Ppe). L’impressione era di un festival di Sanremo, dove al posto delle esibizioni canore si sono lanciati sguardi e proclami di populismo progressista per “più Europa”, nessuno escluso. Tutti hanno vinto, l’Europa ha perso!

Poche ore prima dell’evento, centinaia di persone sono state fermate e portate in caserma dalla polizia mentre protestavano intorno al Palais d’Egmont a Bruxelles dove, nel corso dello European Business Summit, si discuteva del trattato firmato a porte chiuse dalla Commissione europea sul libero scambio tra Ue e Stati Uniti. Tra i fermati e poi liberati anche un consigliere comunale di Venezia e lo storico leader del movimento no global italiano Casarini. Come riferisce EuNews, circa 500 attivisti dell’Alleanza D19-20, che riunisce agricoltori, lavoratori, disoccupati e artisti, si sono incontrati nel centro della capitale belga e si sono diretti in corteo verso lo European Business Summit, nel tentativo di bloccarlo. La polizia ha aperto gli idranti contro il corteo per disperdere i manifestanti. Questa è l’Europa delle libertà, dei diritti, della solidarietà e dei cittadini!

Solo la candidata Keller dei Verdi ha fatto riferimento a questo indegno evento. Per gli altri candidati, compreso il greco Tsipras, non valeva spendere alcuno dei secondi a disposizione per parlare del mondo reale e non solo dei loro vuoti proclami mefistofelici. In un afflato finale, concordato con la conduttrice, la Keller ha anche sortito il foglietto per il rilascio delle ragazzine nigeriane #BringBackOurGirls. Nulla di male, ovviamente, ma un po’ triste ed evidentemente populista.

Diversamente dalla leggenda del Faust, nel dibattito ben due soggetti hanno incarnato Mefistofele, immortale come le sue idee: lo sfortunato belga Guy Verhostadt, del gruppo liberale (Alde), e il vacuo libraio tedesco Martin Schulz, del gruppo socialista (Pse). A questi si è aggiunta “l’allegra comare di Guben”, la tedesca Ska Keller del gruppo dei Verdi, che ci ha intrattenuto sulle benefiche e olistiche pozioni di un’Europa sociale ed ecologica. Infine, come nella leggenda tedesca, compare il tragico “professore” che faustianamente emerge come l’aggregatore di tutti gli altri in una “grande alleanza”, Jean-Claude Juncker, del gruppo dei popolari (Ppe). L’italiana direttrice di RaiNews, Monica Maggioni, stemperava il dibattito in un sobrio amorevole sorriso.