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RETROSCENA/ Quagliariello: Berlusconi fa il gioco di poteri forti e "complottisti"

Pubblicazione:lunedì 19 maggio 2014

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Sì, e la cosa è paradossale. Napolitano aveva infatti più volte manifestato la sua indisponibilità a un secondo mandato. Poi, di fronte alla prospettiva di una crisi di sistema, lo si è implorato e richiamato a gran voce. Ora, però, alcuni di quelli che lo hanno richiamato iniziano a parlare di un complotto. Dovrebbero essere loro a spiegare questa schizofrenia. 

 

C’è il rischio che le riforme siano minate per questa volontà di mantenere il Paese nell’instabilità? 

 La mancanza di riforme è fonte di instabilità, e la volontà di mantenere l’instabilità è un elemento che rende più difficile fare le riforme. Per questo all’interno di uno schema di governo di emergenza si era pensato che la priorità fosse quella di fare le riforme. Il primo a capirlo fu Berlusconi, che per tanto tempo era stato oggetto di attacchi per creare destabilizzazione. Oggi, però, mi sembra che le riforme siano considerate da Berlusconi e da Forza Italia come qualcosa da utilizzare a fini di parte. Nel momento in cui non c’è più in vista una convenienza, scatta il "contrordine compagni". 

 

A questo punto come si può imboccare la strada giusta per portare l’Italia fuori dall’instabilità? 

Bisogna perseverare nella volontà di rinnovamento. Dobbiamo dire con chiarezza che riformare lo Stato non significa rottamarlo, perché la coesione sociale è come la salute: ci si accorge della sua importanza quando la si perde. Bisogna inoltre andare avanti con le riforme, lungo la strada di trovare quegli assetti ben registrati dei quali non può fare a meno un sistema che non vuole essere esposto a delegittimazioni e attacchi esterni.

 

(Pietro Vernizzi)



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