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MAGISTRATI/ Ferri (sottosegretario): Pd e FI, una riforma condivisa si può fare

Pubblicazione:venerdì 2 maggio 2014

Il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri (Immagine d'archivio) Il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri (Immagine d'archivio)

Se si esponesse un magistrato alle richieste risarcitorie di tutte le persone che non hanno vinto una causa, non solo il magistrato dovrebbe dedicare alla propria difesa talmente tanto tempo da ridurre enormemente quello destinabile alla sua attività lavorativa, ma si correrebbe il rischio di giudici che, per paura di subire delle cause, tenderebbero a favorire nelle loro decisioni la parte processuale più facoltosa che può permettersi gli avvocati più bravi ed agguerriti e che potrebbe più facilmente intentare una causa contro di loro. Invece, i cittadini hanno bisogno di un giudice autonomo ed indipendente che non sia indotto a mettersi dalla parte del più forte.

Ma un magistrato dovrebbe o no rispondere dei suoi errori? Come?
Ovviamente anche i magistrati devono rispondere dei loro errori. Ma la disciplina dei procedimenti civili relativi alla loro attività lavorativa deve tenere conto delle specifiche peculiarità del loro lavoro, nel quale, dinanzi ad un provvedimento giurisdizionale, fisiologicamente una parte del processo può ritenersi ingiustamente danneggiata e per ciò stesso spinta ad intentare una causa contro il magistrato. Questo non significa che il tema della responsabilità civile dei magistrati non debba essere affrontato. E non sono contrario a prevedere l'istituzione di un nuovo giudice collegiale, che potrebbe essere composto da personalità di indiscusso prestigio, come gli ex presidenti della Cassazione o gli ex giudici della Consulta, e che potrebbe avere la funzione di operare un filtro preventivo di procedibilità per le cause civili intentate per far valere la responsabilità civile dei magistrati.

Ritiene che la scelta di discutere il ddl in commissione durante la campagna elettorale sia stato un errore?
Su un tema così sensibile come quello dei rapporti tra politica e magistratura, e quindi anche sulla responsabilità civile dei magistrati, l'attualità della campagna elettorale non aiuta a trovare soluzioni ragionevoli e condivise.

È possibile una riforma della giustizia condivisa da Pd e Forza Italia o si tratta di una chimera?
Penso di sì, che sia possibile. Ma bisogna evitare approcci influenzati da pregiudizi e da contrapposizioni, ci si deve muovere in un'ottica pragmatica di ricerca della soluzione migliore per i cittadini e per l'efficienza della giustizia. Si rischia che l’esatta valutazione del problema venga distorta dal risalto massmediatico che viene dato alla questione e dall’annoso contrasto tra politica e magistratura. Basti pensare che i dati relativi alle azioni civili intraprese ci parlano di sole 29 azioni intentate nel 2011 e di sole 25 cause proposte nel 2012 (dati della Presidenza del Consiglio): questo a conferma del fatto che, al di là dell’esito di queste cause, anche il “bisogno di giustizia” in questa materia è assai contenuto.

Quanto è ancora forte oggi il legame tra Pd e magistratura?
Non credo che vi siano legami organici tra partiti politici e magistratura. Penso semmai che vi siano stati e vi siano delle influenze di tipo culturale a cui parte della magistratura fa riferimento e si ritrova. Ciò che è comunque essenziale evitare è qualunque forma di valutazione politica che interferisca sul piano giudiziario.

Da quando Berlusconi si trova ai servizi sociali, la posizione di Forza Italia sulla giustizia è diventata più intransigente o più aperta al confronto?


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COMMENTI
02/05/2014 - LA MAGISTRATURA (GIUSEPPE PIGLIAPOCO)

Non si può pensare che possa essere inventato un sistema promosso dal Parlamento che possa arrivare a garantire una giustizia giusta .Da un lato il potere politico parlamentare si deve tutelare dalle ingerenze politiche del Magistrato con il sistema della immunità così come è prevesto in tanti sistemi democratici ove vige il sacro principio della divisione dei poteri .Ma , dall'altro, per quanto riguarda la Giustizia Giusta per tutti i cittadini debbono esitere dei sistemi di controllo e di disciplina che la stessa Magistratura come Istituzione deve prevedere al suo interno e tali sistemi debbono essere veramente efficaci con la previsione di sanzioni severe da incidere sull carriera del Magistrato. Oggi un Giudice può scrivere la sentenza più scorretta , più corrotta o più ingiusta e farlocca del mondo senza che possa succedere nulla e l'Appello stesso non è spesso una garanzia . Bisogna uscire dalle ideologie e ritornare al Magistrato che al primo posto pone il vero buon senso perchè il DIRITTO NON E' ALTRO CHE L'ESTRINSECAZIONE DEL BUON SENSO . Ad sempio mi faccio o fatevi una domanda :se si fosse usato buon senso sarebbe mai esitito un processo Tortora e tanti altri processi dello stesso stampo ?

 
02/05/2014 - commento (francesco taddei)

l'uguaglianza verso la legge va contrattata! ecco la malattia italiana. solita difesa del potere dei magistrati, se no sei berlusconiano. sembra il vecchio pc che tutto ciò che era al di fuori di loro era fascista.