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SCENARIO/ Ceccanti: nuovo Senato e Italicum, ecco la mossa anti-Grillo

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Beppe Grillo (Infophoto)  Beppe Grillo (Infophoto)

Il fine ultimo è trasformare il Parlamento in un luogo di confronto tra amministratori; le altre presenze – qual sindaci e senatori a vita – ci possono essere, ma sono inferiori. Ma il come ci si arriva a questa composizione è anche secondario (giunte, consigli regionali). Il nodo fondamentale è la centralità delle regioni. Poi…

 

Prego. 

C’è il problema delle garanzie. Quale platea elegge il presidente della Repubblica? Bisogna evitare il rischio che la maggioranza parlamentare elegga troppo facilmente, e da sola, il capo dello Stato che preferisce. Inoltre, si deve inserire il ricorso preventivo alla Corte Costituzionale sia per la Camera che il Senato. Ecco, con queste modifiche il disegno del governo – che valuto positivamente – tiene.

 

Oltre alla struttura, quali funzione per il nuovo Palazzo Madama?

Lo scopo principale del nuovo Senato è aprirne le porte ai legislatori regionali, così che le leggi nascano nel nome del dialogo, così da far tutt’uno con la revisione del Titolo V. Ripeto, su questo il dibattito mi sembra che sia ben avviato: non vedo rivoluzioni all’orizzonte, se non qualche piccole questioni di dettaglio.

 

Ma i numeri in aula ci sono?

Sì. È altamente auspicabile che la maggioranza che approva le riforme costituzionali resti la più ampia possibile – comprendendo sempre Forza Italia – e immagino che sarà così. Non vedo come FI possa tirarsi fuori da questo dovere. Nella malaugurata ipotesi in cui dovesse sottrarsi, credo comunque che i voti della maggioranza di governo sarebbero comunque sufficienti per l’approvazione.

 

Legata a doppio filo alla riforma del Senato c’è l’Italicum. Qual è la situazione?

Qui secondo me in tanti commettono un errore. C’è chi dice che la legge elettorale dovrà essere riscritta completamente perché il Movimento 5 stelle, arrivando secondo alle Europee, farà saltare lo schema.

 

Non è così?

No. La realtà è che nell’Italicum la competizione non è per liste, bensì per coalizioni. Quand’anche Grillo&co. arrivassero secondi, la coalizione di liste che può mettere in piedi il centro-destra rimane superiore alla dimensione elettorale del solo partito grillino. Anche questo, dunque, non è un argomento plausibile. Si può sicuramente migliorare il testo: alzare la soglia per andare al ballottaggio dall’attuale 37% al 40% (almeno) sarebbe una modifica ragionevole. Ma questo discorso lo vedremo dopo le Europee.

 

(Fabio Franchini)



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