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Politica

SCENARIO/ Renzi e Grillo, la "vendetta" delle anime segrete di Berlusconi

Silvio Berlusconi (Infophoto)Silvio Berlusconi (Infophoto)

Oggi la perdita elettorale dell'ex Pdl è quindi nelle due direzioni: nuovisti e antipolitica verso Beppe Grillo; moderati e liberalsocialisti verso Matteo Renzi. In entrambi i casi abbiamo due "fermate" intermedie per gli elettori provenienti dal centro-destra, al confine con il centro-sinistra: la Lega sulla linea verso Grillo e il Nuovo Centro Destra sulla linea verso Renzi. Berlusconi, considerando Renzi e Grillo "figli" suoi e non volendo guastare i rapporti con la Lega, ha imperniato la campagna elettorale di Forza Italia prevalentemente contro il partito di Alfano: "traditori", "mascalzoni", "inutili", "opportunisti", ecc. È stato un modo per sottolineare l'opposizione al governo senza però rompere con Renzi.

Risultato: oggi Berlusconi appare abbastanza forte per non consentire una diversa leadership nel centro destra, ma non abbastanza forte per rappresentare una credibile alternativa a Renzi. Come contromisura Berlusconi ha quindi cercato negli ultimi giorni di presentarsi come il leader in grado di riunificare i vari partiti di centro-destra a cominciare dallo stesso Ncd di Alfano. Ma riunire i moderati non è come aggiungere a Canale 5 anche Rete 4 e Italia 1. E cioè: prima bombardo e faccio crollare le azioni, poi compro al ribasso. Quel che per gli investitori è positiva scaltrezza, per gli elettori è negativa inaffidabilità. Soprattutto per i diretti interessati nel momento in cui il Cavaliere non fa mistero di volerli poi "asfaltare". Il piglio managerial-padronale porta sempre Berlusconi a considerare le vittorie elettorali come l'acquisizione della maggioranza delle azioni di un'azienda di cui essere il plenipotenziario, con gli alleati come soci da tacitare con un dividendo a fine anno. Un modo di fare politica che ha visto sistematicamente le sue vittorie elettorali vanificate da dissoluzione della maggioranza e paralisi governativa. 

Se Berlusconi viene superato e il nuovo bipolarismo sarà tra Pd e 5 Stelle, la spinta nel Nuovo Centro Destra a convergere su Renzi sarà quindi molto forte (avendo come alternativa il farsi "asfaltare").

Non va però dimenticato che Berlusconi ha registrato vittorie − o comunque clamorose rimonte − non per il suo carisma personale (come sostengono i berlusconiani), né per manipolazione mediatica (come sostengono gli antiberlusconiani), ma perché un 5 per cento dell'elettorato di centro, indeciso fino all'ultimo, ha finito per votarlo "ad occhi chiusi", prima per allergia agli ex Pci a Palazzo Chigi e poi per esasperazione fiscale. Il 25 maggio si va a votare sull'onda della dichiarazione dei redditi e l'esasperazione è a fior di pelle. Basteranno gli 80 euro su cui ha puntato Renzi? 

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