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ELEZIONI EUROPEE 2014/ Magliano (Ncd): per cambiare l'Europa bisogna crederci

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Ho 33 anni, per me l'Europa è sempre stata una splendida realtà, un cammino da percorrere, ma anche un simbolo di pace, di condivisione, di prosperità. L'Europa è sempre stata una speranza per tutti i ragazzi di una generazione che, grazie all'Europa, non hanno dovuto vivere con l'incubo della guerra, anzi hanno potuto crescere con la possibilità di fare esperienze formative all'estero, l'opportunità di lavorare in altri paesi, di viaggiare liberamente. Ho avuto la fortuna di scrivere la mia tesi di Laurea al Parlamento Europeo, di conoscere da vicino quell'istituzione che per me ha sempre rappresentato un ideale sovranazionale e un progetto da coltivare. Durante la mia attività come Vice Presidente Vicario del Consiglio Comunale di Torino, ma anche con il mio impegno nel Volontariato, insomma incontrando le persone, ho compreso che nel tempo il sogno europeo si è appannato nelle menti dei cittadini, sopraffatto dalla crisi, dalle preoccupazioni, dalle tasse, dall'austerity che ci ha costretto a gravi sacrifici di cui molti attribuiscono la responsabilità proprio all'Europa.

Il nostro obiettivo è, dunque, quello di invertire la tendenza: provare a pensare un’Europa migliore, con una presenza italiana orgogliosa e fiera, erede di chi quell’Europa l’ha voluta e costruita, a cominciare da Alcide De Gasperi. Un’Europa in cui ognuno possa compiere il suo cammino verso la ricerca della verità, in cui si possa scegliere quale educazione offrire ai propri figli, in cui la vita di ciascuno sia preziosa e perciò intangibile, in cui ci sia una vera solidarietà, a partire dal sostegno dei più poveri duramente colpiti dalla crisi di questi anni. Un’Europa che si faccia carico delle problematiche dei singoli stati membri e con essi condivida interventi e soluzioni definitive, come nel caso dell’immigrazione: Lampedusa non è la frontiera dell’Italia, è la frontiera dell’Europa, e questo deve essere un punto fermo. Un’Europa che sostenga le imprese e i lavoratori, lasciando il nostro Paese libero di investire e di crescere, che tuteli le eccellenze culturali, enogastronomiche, tecnologiche e che sappia sostenere il Volontariato e la libera iniziativa dei cittadini che indentificano un bisogno e provano a dare una risposta. Un’Europa, insomma, che sia il propulsore del rilancio dell’Italia e non un freno alla crescita.



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