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ELEZIONI EUROPEE 2014/ Il "pericolo" peggiore di Beppe Grillo

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Il pragmatico approccio americano ha portato a salvare il salvabile con un impiego massiccio di mezzi (Geithner fa riferimento alla dottrina di Colin Powell applicata alla finanza) per poi ritirarsi a vittoria avvenuta, ma anche ad avviare cambiamenti forti nelle banche (una selezione stimolata, anzi persino guidata, dal governo) o nell’industria (per esempio, l’automobile). Adesso il problema è gestire bene la exit strategy; ci sono molti dubbi che ciò avvenga senza sussulti (sconquassi persino), ma siamo in una fase superiore dalla quale l’Unione europea, tutta, è ancora lontana, persino la Gran Bretagna che ha applicato ricette più simili a quelle made in Usa.

È vero, nemmeno Barack Obama ha sempre brillato, soprattutto nella politica estera e di sicurezza (Libia, Siria, Ucraina), anche perché si è illuso di poter lasciar fare agli europei che hanno combinato guai seri (come in Libia). Ma per quel che riguarda la crisi, è stato lui (insieme a Ben Bernanke, alla Federal Reserve e a Geithner al Tesoro) a tenere a galla la zattera della Medusa.

La lezione americana non riguarda solo la politica economica. Quando Geithner scrive a proposito di Berlusconi “non potevamo avere il suo sangue sulle nostre mani”, manda un messaggio chiaro di rispetto delle regole. Non che lo zio Sam non sia stato intrusivo, anzi invadente, in molte occasioni durante e dopo la Guerra fredda. L’esportazione della democrazia con le armi è una dottrina di per sé poco democratica. Tuttavia, quel che è avvenuto tra il 2010 e il 2011, ben cinque governi fatti cadere in pochi mesi (Irlanda, Portogallo, Grecia, Italia, Spagna) come pre-condizione per ottenere gli aiuti economici (anche se l’Italia ha avuto solo sostegni indiretti tramite la Bce perché sia Berlusconi che poi Mario Monti hanno rifiutato la carità pelosa della trojka), ebbene rappresenta un vulnus non sanato e non sanabile facilmente.

Il coltello continua a riaprire le piaghe doloranti e il risultato delle elezioni europee, se andrà come tutti prevedono, è anche la conseguenza di una classe politica che, incapace di esercitare l’autorità (anche nei confronti dei mercati che poi sono lo specchio finanziario del resto del mondo), è ricorsa a un autoritarismo incerto e grossolano. Il vero dramma è se non rimane nessuno in grado di raccogliere la protesta per trasformarla in proposta. 



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