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ELEZIONI EUROPEE 2014/ Il "pericolo" peggiore di Beppe Grillo

Le proiezioni del Wall Street Journal segnano l’avanzata di partiti che non fanno parte delle famiglie politiche tradizionali, come quello di Beppe Grillo. Il commento di STEFANO CINGOLANI

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La prima sorpresa arriva dall’Olanda, se gli exit polls dicono il vero: Geert Wilders non solo non vince, ma arretra. Tuttavia le proiezioni pubblicate dal Wall Street Journal indicano nell’Unione europea un aumento enorme dei deputati che non fanno parte di nessuna delle famiglie politiche tradizionali. Quasi ovunque sarà a spese dei popolari (anche in Germania dove pure restano nettamente in testa), mentre i socialisti vanno nell’insieme un po’ meglio. Per quel che riguarda l’Italia, la lista affiliata al partito socialista, dunque il Pd, dovrebbe prendere 27 seggi (+4), le liste del partito popolare 20 (-14), i non allineati, quindi in sostanza il M5S 19 (+17), i liberali 4 (-4), l’estrema sinistra 3 (+3), i verdi zero, i centristi zero (-4), la destra zero (-2). Dunque, Alexis Tsipras primo in Grecia, Marine Le Pen prima in Francia, Nigel Farage in cima a una Gran Bretagna da sempre euroscettica nella testa e nelle budella. Beppe Grillo vittorioso in Italia. E poi via via tutti gli altri arrabbiati di successo.

I grandi giornali lanciano “l’allarme populismo” (La Stampa). Ma è populismo questo? Syriza è un movimento di sinistra, più a sinistra dei socialisti e degli ormai spenti comunisti. Il Front National è decisamente di estrema destra, anche se Marine ha spento i furori fascistoidi del padre. Lo Jobbik, il Movimento per una Ungheria migliore, è nostalgico del nazionalsocialismo. Lafarge né l’uno né l’altro, interpreta quel mondo fatto di pub, birra rossa, pudding e cottage nella brughiera che fece grande l’Inghilterra egemone e si è tramutato in disastroso declino imperiale, dopo la Prima guerra mondiale. Wilders, nell’Olanda culla della liberal-democrazia, rappresenta la crisi dell’economia del benessere nei suoi valori e nei suoi risultati economici. Dunque, le espressioni più vocianti e robuste della nuova onda anti-europeista sono figlie di famiglie politiche estremiste, ma ben note o del libertarismo isolazionista anglo-olandese.

Il vero populista, nel senso proprio, moderno, anzi americano, del termine, è il Movimento5Stelle. Nasce senza ideologia (se non quella smanettona della rete in versione Casaleggio), pesca a destra, a sinistra o al centro, in seguito a una rivolta tutta italica contro la Casta politica (lanciata ed eccitata nell’ultimo decennio da quella che molti grillini chiamerebbero la stampa dei padroni), nutrita dalla grande recessione e dalle politiche di austerità perinde ac cadaver. L’anti-euro e l’anti-Europa viene dopo, si tratta in qualche modo della coda retorica contingente. La sostanza del grillismo è italica e risiede altrove.