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ELEZIONI EUROPEE 2014/ Il giurista: questo voto non sbloccherà il Parlamento

Pubblicazione:domenica 25 maggio 2014

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Una riforma costituzionale di questa portata è certamente problematica, in quanto modifica 44 articoli su 139 della Costituzione ed è portata avanti da un Parlamento eletto con una legge elettorale giudicata illegittima costituzionalmente.

 

Vuole dire che questo Parlamento non è legittimato ad approvare una riforma costituzionale?

Esatto, questo Parlamento non ha la legittimità per farlo. Avrebbe potuto compensare questa carenza di legittimazione con proposte di riforma condivise dai tre poli. Invece, al progetto di riforma del Senato non aderisce né Forza Italia, né il M5S. Le crisi istituzionali possono essere di varia natura, e qui abbiamo una crisi che deriva, da un lato, dall’alterazione della rappresentanza e, dall’altro, dal fatto che il presidente del Consiglio dei ministri che propone la legge elettorale e le riforme costituzionali non è passato da una tornata elettorale. Abbiamo dunque una doppia defaillance che può essere sanata solo se vi è un vasto consenso innanzitutto all’interno delle Camere e poi nel Paese.

 

Quali difficoltà presenta l’Italicum dal punto di vista costituzionale?

L’Italicum è un Porcellum al quadrato, cioè è ancora peggio della legge elettorale che è stata dichiarata illegittima costituzionalmente. E’ giusto attribuire il premio elettorale per chi raggiunge una certa soglia, mentre non lo è assegnarla comunque attraverso il ballottaggio. E’ legittimato a governare chi ottiene la maggioranza dei consensi dei cittadini, invece con il metodo dell’Italicum governa sicuramente una minoranza, mentre la maggioranza sta all’opposizione. Dal momento che ci sono tre poli, è dovere e responsabilità dei partiti politici raggiungere un accordo per governare insieme.

 

E’ possibile un’intesa che riguardi Pd, M5S e Forza Italia?

In Germania alla Cdu/Csu sono mancati tre seggi per avere la maggioranza assoluta e ha promosso un accordo di "grande coalizione" con i socialdemocratici. E’ quella la democrazia matura, mentre quella italiana è una democrazia deficitaria nella quale l’inserimento di un giovane brioso come Renzi può essere utile, ma a queste condizioni può anche comportare maggiori pericoli per la nostra democrazia.

 

(Pietro Vernizzi)



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